L’European Water Jetting Institute ha pubblicato una guida dedicata alla definizione dei ruoli professionali e delle competenze richieste nelle attività di water jetting in Europa. Il documento, disponibile sul sito EWJI, riguarda in particolare i settori nei quali l’impiego del getto d’acqua ad alta pressione richiede procedure, qualifiche e responsabilità operative ben definite.
Per il comparto della demolizione, riciclaggio e tecnologie applicate al cantiere, il tema è rilevante perché il water jetting è sempre più utilizzato in attività di preparazione delle superfici, rimozione selettiva di materiali, manutenzione di infrastrutture e interventi in ambienti complessi. La pressione operativa, la tipologia dei fluidi, la distanza di lavoro e la gestione dell’area rendono indispensabile una chiara organizzazione delle figure coinvolte.

La guida EWJI analizza i diversi profili professionali impegnati nelle attività con getto d’acqua ad alta pressione, indicando compiti essenziali, competenze richieste e durate formative raccomandate per ciascuna posizione. L’obiettivo è favorire l’applicazione di criteri omogenei di qualificazione e migliorare il livello di sicurezza nelle operazioni.
L’European Water Jetting Institute nasce come organismo europeo di riferimento per riunire associazioni nazionali, contractor, fornitori e prescrittori del settore. Il suo lavoro punta allo sviluppo e alla standardizzazione di servizi e prodotti legati al water jetting, indipendentemente dal campo di applicazione. La nuova guida si inserisce dunque in un percorso di armonizzazione delle competenze e delle pratiche operative a livello europeo.
“Il water jetting ad alta pressione è uno strumento essenziale per l’industria europea, ma richiede i massimi livelli di sicurezza e competenza – ha dichiarato Gordon Taylor, Guide Coordinator di EWJI -. Con questa guida vogliamo uniformare i criteri e definire chiaramente i ruoli in tutto il settore, assicurando che contractor, asset owner e operatori condividano lo stesso approccio alle pratiche di lavoro sicure”.

È, oppure…dovrebbe essere?
La pubblicazione risponde anche alla crescente richiesta di competenze qualificate e di strumenti per la prevenzione degli incidenti. Nelle attività di water jetting, la tecnologia deve essere affiancata costantemente da operatori formati e consapevoli, supervisione adeguata, ruoli chiari e procedure coerenti con il livello di rischio dell’intervento.
Attenzione, perché nelle attività di water jetting la gestione dell’acqua è (o meglio, dovrebbe essere) centrale. Il getto ad alta pressione entra in contatto con rivestimenti, ruggine, residui oleosi, depositi chimici e materiali rimossi, trasformando l’acqua di processo in un rifiuto che può contenere fanghi, particelle, metalli pesanti o contaminanti.
Per questo motivo, fin dalla progettazione dell’intervento, devono essere previste attività di raccolta, caratterizzazione, trattamento in sito, conferimento a impianti autorizzati o recupero delle acque, evitando il più possibile dispersioni, scarichi non controllati e responsabilità ambientali.

















