giovedì, Agosto 13, 2026

A Minusio (Svizzera) il calcestruzzo dei ponti dismessi diventa risorsa

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In Svizzera, più precisamente nel Canton Ticino, prende forma un progetto di riutilizzo su larga scala di elementi strutturali provenienti da opere esistenti. Il Dipartimento del territorio ha annunciato un’iniziativa legata allo smantellamento di tre ponti nel Comune di Minusio, lungo la vecchia strada cantonale, i cui materiali saranno in parte reimpiegati nella costruzione degli uffici cantonali previsti presso la futura discarica di tipo B della Buzza, a Biasca.

Il progetto, promosso dal Dipartimento del territorio in collaborazione con il Comune di Minusio e con l’architetta Anna Juda, fondatrice di Circularch, di concerto con l’associazione öbu, rappresenta la prima iniziativa di questo genere in Ticino. Il suo interesse riguarda soprattutto la scala dell’intervento e la natura dei materiali coinvolti, perché lo smantellamento dei tre manufatti genererà circa 2.000 tonnellate di elementi in calcestruzzo armato a sezione variabile e circa 170 tonnellate di profilati in acciaio.

La demolizione dei ponti diventa quindi il punto di partenza per un processo di selezione, caratterizzazione e reimpiego di componenti che, in un approccio tradizionale, sarebbero stati destinati al conferimento o al trattamento come materiali di risulta. In questo caso, invece, parte degli elementi recuperabili sarà indirizzata verso un nuovo progetto edilizio pubblico, riducendo il ricorso a materie prime vergini e contenendo la quantità di rifiuti generati dall’intervento.

Il tema è particolarmente rilevante per il comparto delle costruzioni, dove il riutilizzo dei materiali continua a incontrare difficoltà normative, tecniche e commerciali. La possibilità di recuperare elementi strutturali esistenti richiede infatti una conoscenza puntuale delle caratteristiche dei manufatti, delle quantità disponibili, dello stato di conservazione, delle modalità di smontaggio e delle condizioni di impiego in nuove opere. Serve quindi un lavoro preliminare che metta in relazione demolizione, progettazione e destinazione finale dei materiali.

Proprio per favorire questo confronto, Circularch e il Dipartimento del territorio hanno organizzato a Minusio una serata informativa rivolta a Comuni e progettisti interessati, con il patrocinio dell’Ufficio cantonale dei rifiuti e dei siti inquinati. Durante l’incontro sono state illustrate le caratteristiche delle strutture da smantellare, la tipologia e le quantità dei materiali recuperabili e le possibili modalità di reimpiego in nuovi progetti.

L’iniziativa si colloca nel quadro della politica cantonale di riduzione dell’impatto ambientale del settore delle costruzioni. Il riutilizzo di elementi in calcestruzzo armato e acciaio consente di risparmiare risorse naturali, ridurre i rifiuti e limitare le emissioni legate alla produzione e al trasporto di nuovi materiali. Il tema assume un peso ulteriore considerando il ruolo dell’industria del cemento nelle emissioni globali di CO2, stimato intorno all’8%.

Nel caso di Minusio, il valore del progetto sta nella scelta di trattare i materiali derivanti dallo smantellamento come componenti ancora potenzialmente utili, e non come semplice scarto da gestire a valle della demolizione. Il trasferimento verso Biasca, dove saranno impiegati per gli uffici della futura discarica della Buzza, offre un esempio concreto di filiera circolare applicata alle infrastrutture.

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