mercoledì, Giugno 3, 2026

“Il Nuovo Calcestruzzo”, pubblicata la settima edizione

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La settima Edizione del libro “Il Nuovo Calcestruzzo” (curata da Mario Collepardi, Silvia Collepardi e Roberto Troli, edizioni Enco), con oltre 600 pagine, come tutte le altre precedenti edizioni si distingue dagli altri libri sullo stesso argomento per la grafica caratterizzata da fotografie, figure e tabelle a colori per facilitarne la lettura e la loro comprensione. Inoltre, come in nessuna altro manuale sul calcestruzzo, sono approfonditi gli aspetti scientifici ed anche le applicazioni pratiche del materiale. Infine, un accurato indice analitico alla fine del libro consente di trovare immediatamente il paragrafo dell’argomento che interessa al lettore.
Nella Settima Edizione sono state aggiornate la bibliografia e le Norme Tecniche per le Costruzioni emanate con DM del 17 gennaio 2018. Inoltre, sono stati aggiornati ed arricchiti significativamente i riferimenti alle Norme nazionali ed Europee. Ma soprattutto, rispetto alla precedente edizione con 27 capitoli, la Settima edizione del libro si è arricchita di tre importantissimi capitoli non reperibili attualmente in altri manuali sul calcestruzzo.

Il Capitolo XXVIII è dedicato a un argomento tanto ignorato dai tecnici delle costruzioni, quanto grave per il danno alla salute di chi lavora o vive negli edifici chiusi con un pavimento industriale in calcestruzzo poggiato su terreno. Il danno deriva dalla risalita dal terreno del gas radon che permea qualsiasi calcestruzzo e rende l’aria dell’edificio talmente ricca in radioattività da provocare il cancro ai polmoni a chi lavora o vive in questo edifici. Il problema riguarda i piani terra degli edifici industriali, dei supermercati, dei negozi, dei ristoranti, degli alberghi, delle scuole e delle abitazioni a piano terra. Nel Capitolo sono descritte le tecniche per evitare questo danno inserendo un manto anti-radon tra fondazione e pavimento. E vengono anche descritte le tecniche per bonificare gli ambienti esistenti inquinati dal radon laddove non si è adottato il procedimento corretto per bloccare la risalita di questo gas molto pericoloso.

Il Capitolo XXIX descrive l’impiego delle ceneri pesanti provenienti dagli inceneritori municipali. Si tratta di un problema di grande attualità per lo smaltimento dei rifiuti urbani normalmente depositati all’aperto dentro e accanto i cassonetti della spazzatura che fungono da richiamo di animali che rovistano i rifiuti in cerca di cibo. Le ceneri pesanti degli inceneritori, macinate in un mulino a umido, producono particelle finissime di dimensioni comprese tra 5 μm e 1,7μm capaci di reagire con la calce d’idrolisi e produrre CSH (silicato di calcio idrato) responsabile dell’indurimento del calcestruzzo. In particolare la cenere pesante con dimensione di 1,7 μm si comporta come il fumo di silice considerato il più prestazionale dei materiali pozzolanici.

Il capitolo XXX, anch’esso di grande attualità, descrive come produrre il calcestruzzo per uno sviluppo sostenibile capace di emettere meno CO2 nell’atmosfera e quindi di ridurre l’effetto serra che provoca le devastanti inondazioni e i pericolosi incendi che si sono verificati in tutto il pianeta. L’obiettivo di questo processo è incentrato sull’impiego di cementi di miscela, piuttosto che di cemento Portland, al fine di ridurre il clinker prodotto nei forni di produzione e quindi della CO2 emessa nell’atmosfera.

Un’importante caratteristica di questo libro riguarda le citazioni bibliografiche presenti nel testo, per la maggior parte delle quali si può leggere l’articolo integrale disponibile nel sito www.encosrl.it nella sezione Ricerca e Pubblicazioni. Inoltre, alla fine del libro, è presente l’indice analitico con oltre 600 voci in ordine alfabetico affinché il lettore possa immediatamente trovare i paragrafi dell’argomento cui è interessato. Infine, si segnalano tre interessanti video (correlati con argomenti discussi nel libro) disponibili sul sito www.encosrl.it: uno in Italiano intitolato “Degrado del calcestruzzo” e uno in Inglese intitolato “Deterioration of concrete” (entrambi premiati come miglior film scientifico italiano e mondiale, rispettivamente al 35° Festival del film scientifico di Cernobbio e di Berlino). Un terzo video presenta il getto del calcestruzzo autocompattante, messo a punto in Italia, per la realizzazione ad Hong Kong della fondazione congestionata di armature metalliche nella Metropolitana: il calcestruzzo gettato in caduta libera per circa 100 m dalle autobetoniere sul fondo della fondazione scorre come un fiume tra i ferri di armatura fino al completo riempimento della fondazione senza applicare alcuna vibrazione del calcestruzzo autocompattante.

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