La ferrovia Malpensa-Gallarate torna a rischio

0
138
dav

La vicenda legata alla realizzazione della ferrovia Maplensa-Gallarate si arricchisce di un nuovo capitolo non positivo. Il decreto del Mit stabilisce la “conclusione negativa della Conferenza di servizi” sulla nuova linea. Stop al progetto dal ministero delle Infrastrutture e Trasporti, dunque, per l’uso delle aree di Demanio nella zona dell’aeroporto.

Il decreto del Mit ha origine dalla “conclusione negativa della Conferenza di servizi” sull’opera per le parti ricadenti nel Demanio statale. Tutto nasce da un atto tecnico di dissenso del Comune di Casorate Sempione per una porzione di territorio a ridosso di Malpensa. Il Comune aveva espresso parere negativo rispetto ai meccanismi di compensazione ambientale.

Il progetto dell’opera, promosso da Ferrovie nord in collaborazione con il gestore aeroportuale Sea, e con il sostegno dell’Europa, ha ricevuto un finanziamento dalla Ue di 63,4 milioni di euro, pari al 30% dell’investimento complessivo di 211 milioni di euro. Il bando per l’esecuzione del progetto esecutivo della line ferroviaria è stato pubblicato lo scorso dicembre.  

Il programma prevede la realizzazione di una linea ferroviaria tra il Terminal 2 dell’aeroporto intercontinentale di Milano Malpensa e la linea Rfi del Sempione, per una lunghezza di circa 4,6 km di nuovo tracciato verso Gallarate, più 1,1 km di raccordo verso Casorate Sempione con l’intera opera da ultimare entro il 2024. Ora la complicazione imprevista rischia di bloccare il progetto e aprire un contenzioso infinito.

Il collegamento tra il Terminal 2 di Malpensa e Gallarate è un’opera che aveva già avuto il parere favorevole dell’Enac, di Regione Lombardia, del ministero dell’Ambiente e, salvo alcuni rilievi di attenzione, anche della Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio.