giovedì, Maggio 28, 2026

Ivrea, cuore della riabilitazione del calcestruzzo del Novecento

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Nel cuore di Ivrea, città laboratorio permeata dall’eredità della famiglia Olivetti, che dal 2018 è iscritta nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO per il suo ruolo di rilievo universale nella storia industriale e sociale, si è da poco conclusa la seconda edizione di Concreto Academy, un’iniziativa europea che promuove lo studio e la tutela dell’architettura moderna attraverso la lente del calcestruzzo armato. Non una celebrazione nostalgica, bensì un cantiere di idee che guarda con rigore metodologico e spirito critico al futuro del patrimonio costruito in calcestruzzo, materiale cardine del costruire del Novecento.

Il progetto, parte del programma Erasmus+ e coordinato dalla Fondazione Pier Luigi Nervi Project in collaborazione con il Comune di Ivrea, coinvolge tredici partner da Italia, Spagna, Turchia e altri Paesi europei. È una piattaforma formativa triennale (2024-2026) in cui convergono teoria e prassi, con l’obiettivo di trasmettere competenze tecniche, storico-critiche e operative sulla conservazione del calcestruzzo armato. La metodologia didattica ricalca il modello della “Bottega dell’artista”: accanto a lezioni frontali e moduli digitali, gli studenti partecipano a immersioni sul campo, in cantieri reali trasformati in aule sperimentali.

Per l’edizione 2025, la case history principale scelta è stata Villa Capellaro, progettata nel biennio 1953-1955 da Marcello Nizzoli e Giuseppe Oliveri. Un esempio di residenza privata che testimonia l’adozione consapevole e sperimentale del calcestruzzo in ambito domestico. L’edificio è stato oggetto di rilievi, analisi strutturali e simulazioni progettuali, con l’intento di definire strategie conservative compatibili con la materialità originaria e con lo spirito progettuale dell’epoca.

I partecipanti – 31 studenti provenienti da Italia, Spagna e Turchia – hanno operato a stretto contatto con professionisti e docenti, confrontandosi con le complessità della diagnosi strutturale e dell’intervento su un materiale che, pur essendo onnipresente nell’edilizia contemporanea, continua a richiedere un approccio filologico e multidisciplinare. Dopo aver analizzato l’ex Sertec nell’edizione 2024, l’attenzione si è spostata su una tipologia meno monumentale, ma altrettanto significativa: la residenza unifamiliare postbellica come matrice di sperimentazione tecnica e linguistica nel calcestruzzo.

Le attività sul campo si sono svolte anche all’interno delle storiche Officine ICO, oggi riconvertite da ICO Impresa Sociale. Uno spazio emblematico, dove l’eredità culturale di Adriano Olivetti continua a esercitare un’influenza tangibile. In questo contesto, gli studenti hanno potuto applicare tecniche di restauro, analizzare patologie dei conglomerati cementizi, discutere metodologie di intervento e ipotizzare soluzioni di consolidamento compatibili con i criteri della sostenibilità e del rispetto del tessuto storico.

Il programma ha previsto anche momenti di apertura pubblica: tra questi, una passeggiata guidata dall’architetto Daniele Boltri alla scoperta delle architetture olivettiane e un laboratorio di autocostruzione collettiva ispirato al pensiero partecipativo di Enzo Mari, con l’obiettivo di restituire alla comunità uno spazio urbano attraverso un gesto simbolico e concreto.

Elisabetta Margiotta Nervi e Irene Matteini, rispettivamente coordinatrice e direttore tecnico del progetto, hanno sottolineato il valore scientifico e simbolico dell’esperienza di Ivrea, che hanno descritto come un “un luogo in cui oltre alle architetture olivettiane della core zone Unesco, perfetti casi studio per il nostro lavoro di conservazione dell’architettura in calcestruzzo armato del Novecento, si respira anche la straordinaria eredità innovativa di Adriano Olivetti, lavorando noi per la maggior parte dei tempo negli edifici delle officine Ico”.

“Il progetto proposto dalla Fondazione Nervi ci rende orgogliosi per il livello della ricerca promossa e perché porta Ivrea ad essere nuovamente un crocevia internazionale, un luogo di incontro e di dialogo – ha commentato il sindaco di Ivrea, Matteo Chiantore -. Questo rinnovato spirito internazionale rappresenta il sogno e la visione di Adriano Olivetti, il quale ha sempre desiderato e perseguito l’accrescimento culturale e la commistione diverse e trasversali competenze. Siamo felici di poter continuare questa strada, promuovendo un ambiente di crescita condivisa e di scambi culturali che arricchiscono tutta la comunità. Desideriamo inoltre sottolineare come questa iniziativa rafforzi il nostro impegno nel valorizzare il patrimonio culturale e innovativo della città, creando nuove opportunità di confronto e collaborazione. Ivrea si conferma così come un laboratorio di idee e un esempio di come il patrimonio storico possa integrarsi con le sfide contemporanee”.

La terza e ultima edizione della Concreto Academy è già prevista per il 2026, a suggello di un ciclo che si propone di riscrivere – attraverso il calcestruzzo – una grammatica dell’attenzione, dell’ascolto e della cura verso un patrimonio materiale troppo spesso frainteso, quando non addirittura demonizzato. Un percorso in cui la materia si fa cultura, e il restauro diventa atto di responsabilità verso la memoria costruita.

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