ARMOFER per la demolizione del Palasport di Genova

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Armofer è impegnata nei lavori per lo stripout, la bonifica delle passività ambientali e per le demolizioni parziali delle scale in cemento armato, delle facciate e delle storiche tribune interne del Palasport di Genova, proprio in coincidenza con i festeggiamenti per i 60 anni della azienda.

Il Palasport di Genova si trova all’interno dell’area fieristica, allo sbocco del torrente Bisagno, una zona di grande rilevanza economica per la città (si pensi solo alla Fiera Nautica Internazionale di Genova). L’area è oggi oggetto di una imponente trasformazione, come già quella del Porto Antico che è stata completamente trasformata dall’architetto Renzo Piano tra il 1992 e il 2004. Nel 2017, l’architetto Renzo Piano ha donato al Comune di Genova un altro progetto: il disegno del Waterfront di Levante, che corrisponde all’intero quartiere fieristico. Nella visione dell’architetto c’è la radicale trasformazione della Fiera e della viabilità connessa, la realizzazione di una nuova Darsena e il rilancio del quartiere fieristico. Per il Palazzetto dello Sport sono previsti i lavori di recupero e riqualificazione.

Per quanto riguarda il cantiere, Responsabile dei lavori e Coordinatore della Sicurezza in fase di progettazione e di esecuzione è l’architetto Giorgio Valentini dello studio Vbaa. La Direzione dei lavori è affidata all’architetto Maurizio Riccardi di CDS Costruzioni. I lavori sono affidati ad Armofer, sotto la direzione tecnica di cantiere di Stefano Cinerari.

Il “padiglione S” della Fiera di Genova, icona nota come “disco volante”, è una moderna struttura in cemento armato dei primi anni Sessanta. Si tratta della prima grande tensostruttura realizzata in Europa, un’arena coperta inaugurata nel 1962, progettata per ospitare circa 10.000 spettatori. L’edificio è articolato su tre livelli, ha un diametro di 160 metri, possiede due gallerie e copre una superficie espositiva di circa 31.000 m², che lo rende tra le più grandi strutture indoor dedicate allo sport mai costruite in Italia. L’edificio è dismesso da diversi anni.

Il Palasport di Genova, conosciuto anche come Padiglione S

La pianta è circolare, con diametro esterno di 160 m; è costituito da 47 coppie di pilastri circolari disposti su cerchi di 132 metri e di 113 metri di diametro. In corrispondenza dell’ingresso Nord la 48° coppia di pilastri non è stata realizzata e la struttura superiore è “appesa” a tiranti, anziché sorretta da pilastri. I pilastri hanno diametro 105 cm (cerchio esterno) e 95 cm (cerchio interno). Nell’ambito del progetto di riqualificazione, previsto dal progetto dell’architetto Renzo Piano per il Genova Waterfront di Levante e donato al Comune di Genova nel 2017, è inserita anche la riqualificazione del Palazzetto.

Demolizioni

Le attività previste per l’intervento e i lavori affidati ad Armofer riguardano la demolizione dei corpi scale di emergenza esterni e delle tribune all’interno del palasport, oltre a interventi di stripout interno e di bonifica ambientale degli impianti ormai obsoleti.

Le demolizioni dei vani scale in cemento armato sono affrontate con tecnica top-down, con l’ausilio di escavatori cingolati in allestimento da demolizione, con bracci di altezza opportuna per poter mantenere la distanza di sicurezza dal fronte di demolizione, e pinze idrauliche da calcestruzzo. Con il medesimo equipaggiamento è prevista anche la rimozione delle tamponature di rivestimento esterne alla struttura (pannelli in fibra di legno rivestiti in lastre di metallo).

Durante tutte le fasi della demolizione Armofer interviene osservando rigorose procedure di controllo ambientale volte a contenere proiezioni e polveri e minimizzare l’impatto con l’ambiente circostante. L’approccio stesso al cantiere in contesto urbano è basato sulla delicatezza degli interventi, la necessità prioritaria di evitare collassi strutturali difficilmente controllabili. La demolizione si configura in questi contesti come uno smontaggio controllato, spesso preceduto dalla rimozione selettiva di parti specifiche per tipologie (in modo da facilitare la cernita del materiale di risulta) e in entrambi i casi evitando proiezioni di materiale: i blocchi o pezzi di struttura vengono letteralmente “accompagnati” a terra e messi a cumulo, in particolare per i blocchi di cemento armato, per contenere la proiezione di polveri. Il controllo ambientale è comunque garantito anche da cannon fog a basso consumo idirco.

L’escavatore procede dunque allo smontaggio e rimozione della lamina in alluminio che ricopre le facciate; in seguito demolisce la tamponatura leggera e il suo sostegno metallico, separando già i materiali per il coretto recupero. Successivamente, all’interno della struttura sportiva, Armofer procede con lo stripout dei vecchi impianti e degli arredi (i sedili delle tribune) e in ultimo con la demolizione delle tribune, le quali devono essere prima bonificate, per la presenza di tubazioni di areazione in manufatti di cemento-amianto in matrice compatta, annegato nel cemento delle tribune stesse. Durante i lavori e al termine della demolizione tutto il materiale di risulta viene accuratamente frantumato con escavatori idraulici muniti di frantumatori idraulici al fine di separare il cemento dal ferro e avviarli correttamente al recupero.