E’ in uscita il primo rapporto con tutti gli atti del Convegno Concretezza 2019, la due-giorni incentrata sul calcestruzzo tenutasi nello scorso autunno al castello di Rivalta (Pc). Lo scopo è quello di divulgare le esperienze, le analisi e le riflessioni emerse dai partecipanti dei sei tavoli di lavoro. Il risultato è un elenco di soluzioni volte a migliorare l’intera filiera, nel segno dell’innovazione e della cultura della qualità del calcestruzzo e quindi del costruito.

«L’obiettivo – ha detto Silvio Cocco, presidente della Fondazione dell’Istituto Italiano per il Calcestruzzo – è lasciare traccia di un evento importante per il settore e chi leggerà le pagine di questo volume troverà non solo una denuncia costruttiva di tutto ciò che non funziona ma anche proposte per individuare le soluzioni migliori».

Le prime 4.000 copie del volume saranno distribuite capillarmente sul territorio a enti e istituzioni, ordini professionali, architetti, ingegneri, geometri e grandi stazioni appaltanti. I primi capitoli spaziano dalle problematiche legate al mondo della scuola, come l’offerta formativa inadeguata, l’arretratezza delle strutture laboratoriali e l’evidente forbice tra teoria e pratica, alle difficoltà che incontrano le stazioni appaltanti, un anello importante della filiera, che da un lato fa i conti con normative e pratiche spesso frenanti, ma dall’altro ha in mano ottime carte da giocare, dai capitolati alle conoscenze tecniche, per migliorare l’intero processo costruttivo e manutentivo.

Il rapporto passa in rassegna anche le criticità inerenti la fase di progettazione e direzione lavori evidenziando come occorra rilanciare la figura dell’ingegnere progettista spingendo anche verso una dimensione olistica del progetto che deve essere resa sempre più nitida attraverso il lavoro di squadra, da un lato già favorito dalle nuove tecnologie come il BIM, dall’altro da costruire attraverso regole e cultura tecnica.

La quarta parte è dedicata alle imprese esecutrici, mentre la quinta prende in esame il settore della produzione particolarmente cruciale per il mondo delle costruzioni. Un comparto che rappresenta l’intera filiera della produzione di calcestruzzo ed è responsabile, di fatto, di tutte le fasi del processo: dalla lavorazione delle materie prime al trasporto in centrale di betonaggio, alla “produzione” in impianto, fino alla messa in opera.

Come evidenziato dal Rapporto, occorre mettere in atto una rivoluzione copernicana del settore rovesciando la logica del “massimo ribasso” per sostituirla con quella della “massima qualità”. Un cambiamento possibile attraverso la riforma delle norme, quindi degli strumenti-capitolati, per una rigorosa cultura del controllo che premi il merito e le eccellenze, il tutto attivando database e ranking pubblici per arrivare a un sano ambiente competitivo.

L’ultima parte del volume analizza le criticità e le proposte legate ai controlli, sia nei laboratori che nei cantieri, dove è indispensabile rendere obbligatorio il controllo del calcestruzzo fresco prevedendo un’attività di prequalifica del mix già all’impianto. Così come risulta di fondamentale importanza introdurre la tracciabilità obbligatoria del prelievo individuando un soggetto unico (il laboratorio).