giovedì, Aprile 2, 2026

Mapei investe 11 milioni in un nuovo centro di ricerca per la sostenibilità dei materiali

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Il Gruppo Mapei ha inaugurato oggi, 13 novembre, a Sagstua, nel comune di Nord-Odal in Norvegia, un nuovo centro di ricerca per la tecnologia del calcestruzzo sostenibile alla presenza del ministro norvegese dell’agricoltura e dell’alimentazione, Nils Kristen Sandtrøen, dell’Ambasciatore d’Italia in Norvegia e Islanda, Stefano Nicoletti e delle autorità locali.

Con un investimento totale di 127 milioni di corone norvegesi (equivalenti a circa 11 milioni di euro) – di cui 26,4 milioni provenienti da Innovation Norway, l’ente del Governo norvegese preposto all’innovazione e allo sviluppo sostenibile delle aziende nel Paese – il nuovo laboratorio di Mapei sarà dedicato alla ricerca di tecnologie innovative del calcestruzzo sostenibile e avrà un ruolo fondamentale nello sviluppo di soluzioni sostenibili per l’industria delle costruzioni del futuro

Il progetto di ampliamento dello stabilimento della filiale norvegese di Mapei, avviato a fine 2024 alla presenza del primo ministro Johas Gahr Støre, rappresenta un passo importante verso la riduzione delle emissioni di gas serra derivanti dalla produzione di cementi, calcestruzzi e malte. L’obiettivo è contribuire alla riduzione di 450.000 tonnellate di emissioni di anidride carbonica in Norvegia, l’equivalente del 7,5% della riduzione delle emissioni richiesta alla Norvegia continentale entro il 2030. 

“Il calcestruzzo è un materiale essenziale nelle costruzioni che conta, a livello globale, un consumo annuale di circa 30 miliardi di tonnellate , secondo solamente all’acqua, e contribuisce all’8% delle emissioni totali di CO₂  – dichiara Marco Squinzi, amministratore delegato Mapei –. Per ridurre questo impatto mantenendo invariata la qualità e la durabilità del prodotto, Mapei lavorerà nel nuovo laboratorio di Sagstua, in coordinamento con il laboratorio corporate di Milano, a tre progetti innovativi: la produzione di cemento a basse emissioni di CO2, la produzione di calcestruzzo a basse emissioni di CO2 e l’aumento del suo riciclo nel processo industriale, a vantaggio di tutto il settore e dell’ambiente. Grazie alla nostra presenza globale, potremo, infatti, portare queste tecnologie anche in altri mercati, aumentando l’efficacia del loro impatto”. 

“Per affrontare questa sfida è necessaria anche una stretta collaborazione tra pubblico e privato – aggiunge Veronica Squinzi, amministratore delegato Mapei -. Fondamentale è una sensibilizzazione e educazione di tutta la filiera, fino al consumatore finale. Questo progetto, realizzato grazie alla cooperazione tra Mapei Norvegia e le istituzioni locali, è il risultato di quasi trent’anni di attività e di relazioni che hanno portato anche alla realizzazione di importanti progetti infrastrutturali come il Follobanen, il lungo tunnel ferroviario che collega Oslo a Ski e l’aeroporto di Bergen o di edifici per la cultura e la ricerca scientifica come la Oslo Opera House e il Global Seed Vault, il famoso ‘forziere dei semi del mondo’ situato nell’arcipelago delle Svalbard a circa 1.300 km dal Polo Nord. Progetti sfidanti e innovativi che hanno fatto crescere nella giusta direzione sia questo Paese sia la nostra azienda”. 

Nel suo intervento alla cerimonia del taglio del nastro l’ambasciatore Stefano Nicoletti ha sottolineato che “l’apertura del nuovo Centro R&S di Mapei conferma la società italiana tra le più dinamiche e significative realtà industriali del nostro Paese su questo mercato. La Norvegia condivide con l’Italia una lunga tradizione nel settore della ricerca di materiali sostenibili per l’edilizia e le costruzioni, e sono sicuro che questo nuovo investimento di Mapei fornirà un contributo essenziale ai fini del raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni del Paese scandinavo nei settori hard to abate”. 

Mapei è presente in Norvegia dal 1999, anno in cui ha acquisito l’azienda locale Rescon, fondata nel 1976 nel comune di Nord-Odal. Oggi la società, con una sede commerciale e produttiva a Sagstua, registra un fatturato di 1,3 miliardi di corone norvegesi (circa 112 milioni di euro) e occupa circa 220 persone, offrendo al mercato locale prodotti duraturi e di qualità, in grado di resistere al clima artico.

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