Innovazione, sicurezza e green. Ecco le tre parole chiave secondo Calcestruzzi, società di Italcementi e del Gruppo HeidelbergCement, oltre che principale operatore di calcestruzzo preconfezionato in Italia. Dal primo gennaio avverrà l’insediamento del nuovo Consigliere delegato Alfonso Di Bona, da oltre trent’anni in forza all’azienda, che ora dovrà affrontare una grande sfida: traghettare la storica azienda, leader nelle forniture delle più importanti opere pubbliche italiane, nel difficile momento storico dovuto alla pandemia, mantenendo sempre altissima la guardia sulla sicurezza sul lavoro e con una visione a lungo termine che vede al primo posto la sostenibilità ambientale.
“La nostra azienda – sottolinea Di Bona in un colloquio con l’Ansa – ha da sempre una forte attenzione ai cambiamenti climatici e alle politiche per ridurre l’impatto ambientale. Il nostro contributo avviene tramite lo studio, la ricerca e l’impegno delle nostre competenze e professionalità nell’utilizzo delle materie prime e con emissioni sempre più ridotte”.
Un obiettivo ambizioso, soprattutto dato che le maggiori opere pubbliche italiane vedono il contributo di Calcestruzzi, solo per citare le più recenti, il nuovo Ponte di Genova e il Mose di Venezia. Lo sforzo principale è creare prodotti innovativi, per soddisfare le esigenze del committente, soprattutto nel settore pubblico, dove si rende un servizio a tutta la comunità.
“Negli ultimi anni tutte le grandi opere costruite in Italia – aggiunge Di Bona – hanno visto la presenza di Calcestruzzi, partendo dal Mose di Venezia, i cui cassoni, su cui sono ancorate le famose paratie, sono state prodotti con un calcestruzzo marino che avrà una durata di oltre 100 anni. Facciamo anche prodotti esteticamente importanti, quali il calcestruzzo utilizzato per la Fondazione Prada di Milano e siamo capaci di fornire prodotti con un’impronta ambientale molto bassa, come nel caso delle forniture del tunnel dell’alta velocità Genova-Milano con un calcestruzzo prodotto con un cemento che utilizza delle particolari materie prime che abbattono le emissioni di CO2 in fase di produzione”.
Ma è stata certamente la fornitura del nuovo Ponte di Genova il lavoro che più di tutti ha coinvolto le professionalità di Calcestruzzi, che si sono dedicate all’opera con grande passione e attaccamento al lavoro.
“È stato un impegno importante – continua Di Bona – anche dal punto di vista morale. Inoltre c’era l’esigenza di ridare alla comunità un’opera strategica nel minor tempo possibile. Ecco perché abbiamo certamente messo in campo tutte le nostre competenze, professionali e tecnologiche, partendo dalla fase di progettazione con lo studio delle miscele nei nostri laboratori e in collaborazione con l’università degli studi di Bergamo”. Il risultato? “Una miscela innovativa sia per la costruzione delle fondazioni, che per l’elevazione di pilastri, che della soletta”. E anche “per la fase esecutiva abbiamo messo a disposizione le competenze delle nostre lavoratrici e lavoratori, che erano sempre presenti in cantiere”. Una sfida per tutta la squadra, la cui dedizione ha portato l’azienda ad avere dei grossi riconoscimenti anche da parte dell’architetto Renzo Piano, che ha firmato l’opera. “Ha molto apprezzato il nostro prodotto: gli abbiamo fornito il cosiddetto “calcestruzzo da abbracciare” come lui aveva richiesto”.
Venendo alla sua visione per il futuro dell’azienda, Di Bona ha dichiarato di essere “molto emozionato, perché Calcestruzzi vede un attaccamento profondo da parte delle sue lavoratrici e dei suoi lavoratori. Il mio impegno sarà sicuramente apportare sempre maggiore valore ai nostri prodotti per dare loro un valore aggiuntivo per il bene della filiera, dei nostri clienti, delle comunità dove siamo radicati, e della nostra azienda. E questo lo facciamo partendo da un obiettivo che è portante della nostra attività, ovvero la sicurezza sul lavoro”.
Calcestruzzi, la sfida tecnologica del 2021 nelle grandi opere
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