lunedì, Febbraio 16, 2026

Autovictor dirige la sinergia tra gru cingolata e SMPT per l’installazione del ponte di Trecenta

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L’installazione del ponte di Trecenta, in provincia di Rovigo, ancora una volta ha posto l’accento sull’integrazione operativa, ormai patrimonio consolidato di Autovictor, tra i carrelli modulari semoventi SPMT e le gru ad alta capacità, in questo caso una Tadano CC 38.650-1 cingolata.

Le operazioni di sollevamento e di posizionamento del nuovo ponte di Trecenta, che scavalca il Canal Bianco, rappresenta un ulteriore esempio di come l’integrazione tra carrelli modulari semoventi (SPMT) e gru di grande portata, cingolate o gommate, costituisca oggi una delle soluzioni tecnicamente più efficaci e sicure per la realizzazione di opere infrastrutturali complesse.

Questo intervento di Autovictor si inserisce in un percorso di continuità operativa e ingegneristica già sperimentato con successo sullo stesso tratto di fiume, in occasione dell’installazione del ponte di Calà del Moro, dove erano stati impiegati gli SPMT in combinazione con le gru – una Liebherr LTM 1750 e una Terex AC 500 – in configurazione tandem lift. Due progetti distinti, ma accomunati dalla medesima filosofia operativa: massimo controllo del carico, riduzione delle criticità ambientali e flessibilità esecutiva.

Il progetto

Il ponte, realizzato da Metalsan e con un peso complessivo di 385 t, è stato prefabbricato integralmente fuori opera. La struttura è stata inizialmente posizionata su una sponda del Canal Bianco, mentre sulla sponda opposta è stata allestita la gru cingolata Tadano CC 38.650-1. Per capire appieno le dinamiche del sollevamento ci affidiamo all’esperienza ventennale e alle parole di Dario Gallo, supervisore di cantiere per Autovictor. Quello del supervisore è un ruolo tanto importante quanto poco conosciuto, e poco presente, nel panorama italiano e che, ancora una volta, mette in evidenza l’approccio moderno e di respiro europeo di Autovictor in tutte le fasi del progetto: dalla progettazione all’esecuzione in cantiere.

“Il mio lavoro inizia con il sopralluogo in cantiere, che viene svolto sempre con altri colleghi e con Alessandro Gino, nostro direttore operativo – ci spiega Gallo – L’impegno specifico previsto dal mio ruolo concerne, poi, la logistica di cantiere, il coordinamento del montaggio della gru cingolata, dall’arrivo dei vari pezzi all’assemblaggio finale. La parte più emozionante è il sollevamento vero e proprio durante il quale seguo e coordino tutte le manovre con la radio. Al termine delle operazioni mi occupo dello smontaggio della macchina e del trasferimento in altro cantiere”.

La figura di Dario Grillo è stata fondamentale anche a Trecenta. “In questo cantiere – continua – mi sono occupato anche dell’integrazione tra la Tadano e gli SPMT. Il sollevamento e il posizionamento del ponte è durato un solo giorno, ma è stato il frutto di varie riunioni ingegneristiche di cantiere che, tra l’altro, hanno previsto la realizzazione di un basamento costituito da sezioni di ferro e legno, di circa 20 m, sul quale è stata posizionata la nostra gru”.


La movimentazione orizzontale del ponte è stata eseguita mediante 32 linee d’asse SPMT, disposte su due file parallele, configurazione che ha consentito un’ottimale distribuzione dei carichi e un’accurata gestione delle pressioni al suolo. Gli SPMT hanno permesso di avanzare progressivamente la struttura fino a portarla a sbalzo sopra l’alveo del canale, fase particolarmente delicata dal punto di vista statico e geometrico. La gru era in configurazione SSL2, cioè con braccio principale da 78 m e mast da 39,5 m, oltre a 600 t di zavorre. Lo smantellamento delle attrezzature è durato altri tre giorni, al termine dei quali la Tadano, configurata con un braccio da 108 m, è stata predisposta per un ulteriore cantiere in Sardegna.

La sinergia operativa tra SPMT e gru cingolata

Dal punto di vista ingegneristico, l’elemento distintivo del cantiere di Trecenta è stato il controllo del load sharing tra SPMT e Tadano CC 38.650-1, gestito attraverso una perfetta pianificazione delle fasi operative e una costante verifica delle condizioni statiche e geometriche della struttura. Durante la fase di avanzamento iniziale, il carico del ponte era interamente sostenuto dagli SPMT in due file parallele da 16+16 linee d’asse complessive.

Questa configurazione ha permesso una distribuzione uniforme dei carichi lungo l’impalcato; la riduzione delle sollecitazioni locali; il controllo delle pressioni trasmesse al terreno in prossimità della sponda.
Con il progressivo avanzamento della struttura verso l’alveo del canale, il ponte è entrato in una condizione di sbalzo crescente, con il baricentro spostato progressivamente oltre il limite di appoggio degli SPMT posteriori. In questa fase critica è intervenuta la gru cingolata Tadano CC 38.650-1, che ha effettuato l’aggancio sull’estremità libera del ponte. Da questo momento il carico è stato condiviso tra la gru cingolata, che ha assorbito una quota crescente del peso totale, fornendo stabilizzazione verticale e controllo delle deformazioni, e gli SPMT posizionati in prossimità della sponda, che hanno continuato a sostenere la parte posteriore della struttura.

Il bilanciamento dei carichi tra i due sistemi è stato gestito attraverso la regolazione fine delle altezze di sollevamento degli SPMT, il controllo delle pressioni idrauliche sui circuiti di sollevamento e il monitoraggio continuo delle geometrie e delle frecce dell’impalcato. Una volta raggiunta la condizione di piena sicurezza strutturale, è stata avviata una delle fasi più delicate dell’intervento: la riconfigurazione del sistema di supporto. La fila di SPMT più vicina alla sponda è stata progressivamente scaricata, estratta e riposizionata sotto l’estremità opposta del ponte. Durante questa fase, la gru ha mantenuto il carico in sospensione, garantendo la continuità del supporto e prevenendo variazioni improvvise del baricentro. Il successivo avanzamento longitudinale del ponte è avvenuto con un trasferimento graduale del carico dalla gru agli SPMT riposizionati, fino al completo ripristino di una configurazione stabile su più linee d’asse.

Dario Gallo

Un approccio consolidato

Questa sequenza operativa dimostra come l’accoppiata SPMT/ gru cingolata consenta non solo di movimentare carichi elevati, ma soprattutto di gestire transizioni di carico complesse, mantenendo sempre il pieno controllo statico e dinamico della struttura. L’intervento realizzato a Trecenta non è un episodio isolato: nello stesso tratto del Canal Bianco, nel 2025, Autovictor si era già occupata del posizionamento del ponte Calà del Moro.

In quell’occasione, sono stati impiegati SPMT insieme a due potenti gru, una Liebherr LTM 1750 e una Terex AC 500, entrambe utilizzate in modalità tandem lift su ruote e cingoli. In quel progetto, la sinergia tra trasporto modulare e sollevamento pesante aveva permesso di gestire geometrie complesse e carichi importanti con elevati requisiti di precisione in fase di posa e in un contesto con vincoli ambientali e logistici stringenti. La ripetizione di questo modello operativo su due progetti consecutivi conferma quindi la solidità dell’approccio ingegneristico di Autovictor e la capacità di adattare le configurazioni dei mezzi alle specificità di ciascun intervento.

Una soluzione strategica per le infrastrutture moderne

Tirando le somme, possiamo affermare come l’integrazione tra SPMT e gru cingolate, o gommate, di alta capacità rappresenti una soluzione strategica per l’installazione di ponti prefabbricati e grandi strutture civili, in particolare in presenza di corsi d’acqua, in contesti con spazi operativi limitati, quando sia richiesto un elevato livello di controllo del carico e delle deformazioni, e al fine di ridurre al minimo le interferenze con l’ambiente circostante e le infrastrutture esistenti.

In progetti di particolare complessità la grande disponibilità di mezzi propri da parte di Autovictor, unita a competenze specifiche in heavy lifting e heavy transport, consente di offrire soluzioni integrate, sicure ed efficienti, riducendo i rischi operativi e ottimizzando le tempistiche di installazione. “Attualmente – conclude Dario Gallo – Autovictor costituisce quasi un unicum nel panorama del sollevamento italiano. Oltre a una flotta di assoluto rispetto, può vantare un know-how tecnico che ha ben pochi confronti, il tutto impreziosito da un’incredibile qualità dei rapporti umani. In pratica l’habitat ideale nel quale svolgere, al meglio, il proprio lavoro. E il cantiere di Trecenta, perfetto sotto ogni punto di vista, è la testimonianza più autentica”. 



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