L’automazione applicata alla produzione di miscele di calcestruzzo sembra essere la risposta più convincente all’esigenza di ottenere ricette le cui prestazioni siano costanti, certificabili e garanti di requisiti di durabilità per le opere in cui verranno impiegate. Sappiamo che oggi ogni scostamento nella composizione può riflettersi sulla qualità del prodotto finale, sulla ripetibilità industriale del processo e, in ultima analisi, sull’affidabilità dell’intera filiera, il controllo degli ingredienti, delle sequenze di dosaggio e delle modalità di erogazione assume un valore che non è soltanto tecnico, ma pienamente strategico.
Avremo la possibilità, durante la tre giorni di GIC-EXPO 2026, in programma dal 16 al 18 aprile a Piacenza, di scoprire come un player del calibro di SIPE – costruttore di mescolatori e componenti per gli impianti di betonaggio e prefabbricati – sta interpretando questi aspetti, ergendoli a pilastri per lo sviluppo industriale di soluzioni sempre più tecnologiche al servizio dell’intero comparto del calcestruzzo.

A cominciare dalla novità del momento, rappresentata dai dosatori di fibre per impianti di prefabbricazione, una soluzione che intercetta una questione sempre più rilevante nella tecnologia del calcestruzzo contemporaneo. L’impiego di fibre, sintetiche o metalliche – soluzione consolidata nella prefabbricazione strutturale, spesso preferita o comunque scelta in abbinamento all’utilizzo di armatura tradizionale – impone infatti una gestione accurata non solo in termini di quantità, ma anche di regolarità di alimentazione e precisione di introduzione nel ciclo di impasto. Nei contesti prefabbricati, dove il rispetto rigoroso della ricetta si traduce in uniformità prestazionale del manufatto, il passaggio da logiche di caricamento più rudimentali a sistemi automatizzati di dosaggio rappresenta un salto di qualità concreto. La proposta SIPE si muove in questa direzione, attraverso macchine concepite per alimentare, separare e dosare le fibre con continuità e precisione, adattandosi a differenti scale di impiego e a materiali con caratteristiche diverse.
La configurazione adottata prevede una tramoggia vibrante alimentata con sacchi, scatole o big bag, associata a un sistema di pesatura integrato o collegato al software di gestione dell’impianto. Il materiale viene convogliato attraverso una coclea a sviluppo elicoidale, fissata su una struttura rigida e attivata da motori vibranti che garantiscono l’avanzamento controllato delle fibre lungo il percorso.
Il dosaggio avviene generalmente mediante un sistema di pesatura in negativo, che consente di monitorare con precisione la quantità erogata e interrompere automaticamente il processo al raggiungimento del valore impostato. La stessa logica può essere adattata anche a sistemi a ciclo continuo, in funzione delle esigenze produttive.
La gamma copre un ampio spettro applicativo: dai modelli destinati a fibre sintetiche, test di laboratorio o produzioni speciali, fino alle soluzioni per elevate portate di fibre metalliche impiegate in ambiti come il tunnelling, il calcestruzzo ad alte prestazioni (UHPC) e altre applicazioni industriali ad alta intensità tecnologica. La capacità di dosaggio risulta variabile in funzione della tipologia e delle caratteristiche fisiche delle fibre, elemento che incide direttamente sulla dinamica di alimentazione e sulla stabilità del processo.
Il secondo asse della presenza in fiera dell’impresa di Montichiari (BS) è rappresentato dal Vertical K versione Self, evoluzione di un impianto verticale modulare e mobile che SIPE ha orientato verso una gestione più autonoma della fornitura. In questa configurazione, il cliente può selezionare tramite interfaccia touch screen la ricetta e la quantità desiderata, effettuare il pagamento con carta, ricevere un codice usa e getta e avviare la produzione una volta posizionato il mezzo sotto il cono di scarico. La logica è quella di trasferire sul sistema una parte delle funzioni di interazione, approvvigionamento e attivazione del ciclo, rendendo possibile una distribuzione diretta del calcestruzzo in autonomia.

Si tratta di un approccio che acquista particolare rilievo nei casi in cui la richiesta riguardi piccole quantità di materiale, segmento spesso poco agevole da gestire con modelli tradizionali di produzione e vendita. La destinazione ideale è indirizzata a una clientela varia, dai fornitori di calcestruzzo ai magazzini di materiali edili, fino alle cave di inerti. L’automazione, in questo caso, non agisce soltanto sul processo interno dell’impianto, ma ridefinisce anche la relazione tra produttore e utilizzatore finale, introducendo una modalità di servizio più flessibile, continua e tracciabile. Non è un terreno nuovo per SIPE, che già nel 2022 aveva ottenuto un riconoscimento nel corso delle assegnazione dei premi ICTA – Italian Concrete Technology Awards – nella categoria Innovazione Prodotto per il “Self Batch” dedicato alla produzione automatizzata e alla fornitura diretta del calcestruzzo.




















