martedì, Giugno 30, 2026

Ponte Gordie Howe International in fase conclusiva: lasciano il campo le gru a torre

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Per cinque anni hanno vegliato sul Detroit River, come sentinelle d’acciaio, accompagnando con precisione chirurgica la lenta, incessante ascesa dei piloni di sostegno del Gordie Howe International Bridge. Le due gru a torre – una rossa sul versante canadese, l’altra blu su quello statunitense, in omaggio alle rispettive cromie nazionali – si apprestano ora a lasciare il cantiere, dopo l’onorato servizio. Il loro smantellamento rappresenta certamente un’operazione logistica di grande complessità e racchiude parimenti in sé un passaggio altamente simbolico, che scandisce l’ingresso dell’opera infrastrutturale nella sua fase terminale.

Parliamo di due gru a torre Comansa 21LC1050, versione da 50 tonnellate, selezionate appositamente per il progetto grazie alla loro capacità di sollevamento estremo e alla versatilità in contesti ad alta complessità. La configurazione definitiva prevedeva una altezza al gancio di 243,7 metri e un braccio da 60 metri, con una capacità in punta di 19.470 kg e una portata massima di 50.000 kg. Le gru sono state installate nel 2020 al termine di un’operazione articolata su tre giorni, e sono cresciute di pari passo con le torri portanti del ponte grazie a un sistema auto-sollevante a più vincoli, sviluppato ad hoc dagli ingegneri Comansa in collaborazione con il team di progetto.

Tra i vantaggi chiave che hanno determinato la scelta di questo modello possiamo identificare sicuramente il sistema di connessioni bullonate senza necessità di regolazioni, la rapidità nel passaggio da carrello singolo a doppio, e un sistema di sostegno con quattro punti di ancoraggio removibili lungo l’intera altezza. Sul lato canadese la gru è stata verniciata di rosso, mentre quella americana ha mantenuto il blu distintivo della casa madre: un richiamo cromatico alla cooperazione binazionale che sottende l’intera iniziativa.

La gru sul lato canadese è stata completamente rimossa nel maggio 2025, grazie all’intervento di una gru cingolata da 600 tonnellate che ha portato le varie sezioni sull’altra sponda del fiume, attraverso 41 viaggi lungo il ponte. La rimozione della gru americana è prevista entro la fine di giugno. Una sequenza che racchiude, nella sua precisione operativa, l’eleganza dell’ingegneria che diventa narrazione tecnica del tempo.

Il ponte e la sua architettura costruttiva

Il Gordie Howe International Bridge si staglia come uno degli interventi infrastrutturali più significativi dell’intero continente nordamericano. Si tratta di un ponte strallato dalla campata centrale di 853 metri – la più lunga del genere in Nord America – che si estende per circa 2,5 chilometri, unendo Windsor (Ontario) a Detroit (Michigan). Le due torri di sostegno principali, alte 220 metri, sono collegate alla sovrastruttura stradale mediante 216 cavi disposti a ventaglio secondo uno schema radiale.

La metodologia di costruzione ha seguito il principio del cantilever bilanciato, con segmenti prefabbricati in calcestruzzo post-teso montati progressivamente a sbalzo dai piloni fino a congiungersi in chiave di volta sul fiume. Le tolleranze geometriche richieste per il montaggio dei conci e la tensionatura degli stralli hanno imposto un livello di precisione e controllo assoluto, gestito attraverso piattaforme di monitoraggio in tempo reale e strumentazioni geotecniche avanzate.

La carreggiata ospiterà sei corsie di marcia (tre per direzione), integrate da un tracciato ciclopedonale continuo inserito nella rete Trans Canada Trail. In questa fase si procede con l’installazione dei sistemi impiantistici – drenaggio, illuminazione, segnaletica verticale e orizzontale, barriere, protezioni antincendio – e con le prove di collaudo delle componenti tecnologiche e logistiche. L’apertura al traffico è prevista per l’autunno del 2025.

Cantieristica e logistica binazionale

Oltre che per la dimensione ingegneristica, il progetto si distingue per la complessità organizzativa derivante dalla sua natura binazionale. I porti di ingresso – 53 ettari in territorio canadese, 68 in quello statunitense – sono stati progettati per garantire un flusso continuo e sicuro di veicoli e merci, con raccordi dedicati alle principali arterie stradali (Highway 401 e Interstate 75), impianti doganali, sistemi di ispezione integrata e stazioni di controllo automatizzate.

Il coordinamento delle attività è affidato a Bridging North America, consorzio concessionario responsabile della progettazione, costruzione e futura gestione del ponte. Attualmente è in corso la fase di test e integrazione dei sistemi di comunicazione e controllo, in stretta sinergia con le agenzie di trasporto e le autorità doganali di entrambi i Paesi.

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