venerdì, Agosto 7, 2026

IL VECCHIO PONTE MORANDI NON ESISTE PIU’

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Quello che restava del vecchio ponte Morandi di Genova è sparito nel giro di pochi secondi alle 9,37 di stamattina, 28 giugno. Le pile 10 e 11, “gemelle” di quella crollata il 14 agosto dello scorso anno, sono adesso un cumulo di macerie sistemate a ridosso del torrente Polcevera. Nelle prossime ore inizierà la fase di separazione dei diversi tipi di materiale e successivamente verranno effettuati i relativi trattamenti. Le operazioni pianificate dalla Struttura Commissariale e dalle ditte coinvolte (in testa Omini e Fagioli) si sono svolte come previsto. Nessun allarme si è registrato per la dispersione di polveri nocive nell’aria.

L’esplosione per la demolizione del ponte Morandi di Genova

A gestire le operazioni relative all’esplosione è stato il parmigiano Danilo Coppe, con un’esperienza alle spalle in tema di demolizioni di questo genere quasi quarantennale che annovera anche la perizia relativa alla strage della stazione di Bologna. Per la detonazione sono stati posizionati 500 chili di esplosivo “spalmati” in quasi 900 fori effettuati nel calcestruzzo.

L’Arpal, Agenzia Regionale per l’Ambiente Ligure, ha esaminato i tamponi campionatori sia della mattinata che del pomeriggio. Al termine delle analisi saranno autorizzati i re-ingressi degli abitanti nelle loro case adiacenti la cosiddetta “zona rossa”.

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