mercoledì, Luglio 15, 2026

Coronavirus, i costruttori europei si appellano alla Commissione UE

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I costruttori europei si appellano alla Commissione UE. A lanciare un nuovo grido d’allarme stavolta è la Fiec, la Federazione europea dei costruttori, che chiede tre misure urgenti per contrastare l’impatto negativo dell’epidemia da Covid-19 sull’industria delle costruzioni. È necessaria un’azione immediata da parte della Commissione UE per garantire che il Covid-19 sia considerato causa di forza maggiore, per eliminare le sanzioni per le imprese che devono sospendere i lavori e per aumentare i fondi Ue a copertura dei maggiori costi dei progetti europei.

La pandemia causata dal Covid-19 è un’emergenza sanitaria pubblica che ha un forte impatto sull’attività economica in tutti gli Stati membri, si legge nel comunicato. L’industria delle costruzioni è essenziale per la realizzazione di infrastrutture e di interventi utili al benessere della collettività. Il settore in Europa rappresenta il 9% del PIL dell’UE-27 e dà lavoro a 16 milioni di lavoratori. Pertanto, gli effetti negativi del Covid-19 sulle costruzioni nell’Ue sono considerevoli.

In queste condizioni, la già complicata gestione dei cantieri diventa ancora più complessa, se non impossibile, nel tentativo delle imprese di adeguarsi alle nuove e drastiche misure di salute e sicurezza. Le imprese di costruzione stanno risentendo pesantemente dell’emergenza sul piano finanziario e i progetti, sia privati che pubblici, saranno ritardati o addirittura cancellati.

Al fine di mitigare l’impatto di questa crisi, la Fiec (Federazione dell’Industria Europea delle Costruzioni) sostiene pienamente le proposte avanzate dalla Commissione Europea di utilizzare tutte le misure di flessibilità` del quadro degli aiuti di Stato e del Patto di stabilità e crescita e di mobilitare i fondi strutturali per affrontare e limitare le conseguenze socioeconomiche della pandemia. In aggiunta, la Fiec chiede alla Commissione Europea di:

1. Definire chiaramente che la pandemia di Covid-19 è una causa di “forza maggiore” e deve essere trattata di conseguenza da tutte le imprese e i clienti del settore delle costruzioni.

2. Raccomandare caldamente agli Stati membri di consentire la possibilità` di sospendere o ridurre i lavori in corso, senza penali e tenendo conto dei danni, per il periodo necessario, se l’appaltatore responsabile non è in grado di rispettare le misure di salute e sicurezza richieste per i suoi lavoratori e/o se non è in grado di intraprendere le attività` a causa di interruzioni nella catena di fornitura o a causa della mancanza di personale a causa del Covid-19. La possibilità` di derogare alle penali per ritardi negli appalti pubblici è già` menzionata nella dichiarazione dell’Eurogruppo del 16 Marzo 2020.

3. Quando i progetti di costruzione in corso sono cofinanziati dall’Unione Europea, stanziare immediatamente risorse specifiche per la copertura dei costi aggiuntivi generati dalla pandemia di Covid-19 (costi per la maggiore sicurezza dei cantieri, costi legati ai cambiamenti di organizzazione e nuovi orari di lavoro sui cantieri, spese generali,…). Incoraggiare gli Stati membri a fare lo stesso a livello nazionale.

Queste sono le prime azioni urgenti e indispensabili che si chiede alla Commissione di attuare il più velocemente possibile. Sono le misure cruciali di cui il settore delle costruzioni ha bisogno per sopravvivere e continuare a contribuire alla crescita e all’occupazione in Europa nei prossimi mesi.

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