Il Congresso BIBM 2026, evento biennale organizzato dal Building Congress Forum, in collaborazione con l’associazione internazionale IPHA (International Prestressed Hollowcore Association), si avvicina. In programma dal 20 al 22 maggio a Roma – presso l’hotel A.Roma Lifestyle, l’appuntamento è atteso per l’altissima eccellenza rappresentata dai relatori che parteciperanno alla fitta agenda di interventi previsti. Esperti del settore della prefabbricazione in calcestruzzo provenienti da tutto il mondo porteranno la voce della filiera, in un momento di profondo cambiamento, che vede il tema della sostenibilità assumere un’accezione sempre più concreta e scalabile.
Ma chi è l’associazione IPHA e perché è importante il suo ruolo in questo particolare evento? L’identikit ci parla di un’organizzazione globale senza scopo di lucro che, fin dal 1969, promuove l’uso di solai alveolari precompressi nel settore edile mondiale. Attraverso la collaborazione internazionale, l’associazione sostiene la ricerca scientifica e lo sviluppo di standard tecnici per migliorare la sicurezza e la sostenibilità delle costruzioni. I membri beneficiano di un centro di conoscenza esclusivo, partecipando a conferenze e seminari volti allo scambio di competenze e innovazioni tecnologiche. L’IPHA funge anche da ponte tra produttori e fornitori in oltre trenta paesi, facilitando la diffusione di pratiche costruttive ecologiche e ad alte prestazioni, guidando l’industria verso un futuro più efficiente e integrato.
La sua missione pone al centro l’obiettivo di diffondere l’utilizzo del calcestruzzo aerato precompresso nel mercato globale delle costruzioni ed è particolarmente importante sottolineare che l’associazione oltre a rappresentare le aziende del comparto è un motore attivo nella ricerca e sviluppo, attraverso il suo comitato tecnico che finanzia e coordina progetti di ricerca che definiscono gli standard di sicurezza e performance del settore. Tra i progetti menzioniamo HOLCOTORS (studio su taglio e torsione), HOLCOFIRE (resistenza al fuoco) e HOLCOLODIS (distribuzione dei carichi).

In questo quadro, il Congresso BIBM di Roma assume per IPHA un valore che supera la dimensione associativa e si colloca nel cuore tecnico della prefabbricazione contemporanea. Il calcestruzzo alveolare armato e precompresso rappresenta infatti una delle tecnologie più mature e trasversali della filiera, capace di rispondere simultaneamente a esigenze strutturali, ambientali, produttive e logistiche. La sua rilevanza non si esaurisce nella funzione di elemento orizzontale per solai, ma riguarda l’intero modo di concepire l’edificio prefabbricato, poiché contempla una produzione industrializzata, un controllo qualitativo che avviene in stabilimento e dunque la riduzione delle lavorazioni in cantiere, tempi di montaggio più contenuti e maggiore prevedibilità delle prestazioni finali.
Il ruolo del CAA diventa ancora più evidente se letto alla luce delle pressioni che oggi attraversano il settore delle costruzioni. La carenza di manodopera specializzata, la necessità di ridurre sprechi e interferenze in cantiere, l’attenzione alla sicurezza e la richiesta di sistemi costruttivi più flessibili impongono soluzioni capaci di coniugare efficienza materiale e adattabilità progettuale. I solai alveolari precompressi rispondono a questa esigenza grazie alla possibilità di coprire luci importanti con spessori contenuti, riducendo il peso proprio degli impalcati e consentendo una migliore organizzazione degli spazi interni.

La prefabbricazione in CAA porta inoltre il tema della sostenibilità su un terreno misurabile, lontano dalle formulazioni generiche che troppo spesso accompagnano il dibattito ambientale. Un recente studio promosso da ENEA ha analizzato il Life Cycle Assessment (LCA) della produzione di blocchi da costruzione in calcestruzzo aerato autoclavato (CAA) non armato di cui consigliamo la visione.
La produzione in stabilimento permette di governare in modo più accurato qualità, consumi, scarti, rumore ed emissioni, mentre la velocità di assemblaggio riduce la permanenza delle attività in sito e, di conseguenza, le criticità operative legate al cantiere tradizionale. A questo si aggiungono la durabilità degli elementi, la possibilità di integrare logiche di progettazione digitale e l’interesse crescente verso modelli costruttivi pensati sull’intero ciclo di vita dell’edificio, dalla fase produttiva fino alla manutenzione, all’adattamento funzionale e al fine vita.
Al BIBM Congress di Roma il presidente dell’associazione IPHA Marco Pecetti parteciperà al primo giro di interventi in occasione della Welcome Reception di mercoledì 20 maggio dalle 17.30, insieme al presidente di BIBM, Stefan van Buggenhout, al presidente di Assobeton Enrico Dassori, al presidente dell’EFCA – European Federation of Concrete Admixtures Associations Gianluca Bianchin, e a Sergio Saporetti Senior Technical Public Official del MASE.






















