Nel progetto di rigenerazione urbana del Waterfront di Levante a Genova – che riqualificherà la zona tra Porto Vecchio, il Padiglione della Fiera e il Palazzetto dello Sport del capoluogo ligure – uno degli aspetti più delicati riguarda l’integrazione tra infrastrutture, sicurezza e qualità architettonica degli spazi pubblici. Il nuovo assetto urbano, sviluppato su masterplan di Renzo Piano, si articola lungo un sistema di percorsi affacciati su un canale navigabile che ridefinisce il rapporto tra città e mare, introducendo elementi infrastrutturali complessi come i ponti mobili di collegamento tra le diverse aree.
Proprio in corrispondenza di questi attraversamenti si inserisce la fornitura sviluppata da Pilomat, chiamata a risolvere una criticità precisa: garantire la separazione tra traffico veicolare e percorsi pedonali senza ricorrere a soluzioni tradizionali come i guardrail, ritenuti non coerenti con l’impostazione architettonica dell’intervento.
La risposta progettuale si è concretizzata nello sviluppo di dissuasori fissi completamente personalizzati, concepiti per integrarsi con la struttura dei ponti e rispondere a requisiti sia estetici sia prestazionali. I manufatti sono stati installati lungo le travi laterali in calcestruzzo armato che delimitano la carreggiata centrale e sostengono le pensiline pedonali, diventando parte integrante del sistema costruttivo dell’opera.

Dal punto di vista tecnico, l’intervento ha richiesto una revisione delle modalità di ancoraggio rispetto alla configurazione originariamente prevista per i guardrail. “Siamo stati chiamati per proporre una soluzione alternativa all’installazione dei guardrail lungo i ponti, ritenuti antiestetici dalla direzione dei lavori – afferma Emanuele Imberti, responsabile vendita e assistenza Italia di Pilomat -. Partendo dal dissuasore fisso più rispondente alle esigenze dal punto di vista architettonico, abbiamo quindi sviluppato un prodotto completamente nuovo sotto il profilo tecnico”.
Entrambi i ponti sono realizzati con travi in calcestruzzo armato, poste ai lati della carreggiata centrale, che sorreggono anche le pensiline pedonali in grigliato metallico. L’obiettivo del progetto era separare i percorsi pedonali dal flusso veicolare, creando una barriera in grado non solo di bloccare un veicolo in movimento, ma anche di evitare la possibilità di caduta nel canale.
“I dissuasori dovevano essere vincolati alle travi laterali, che però erano state concepite per l’installazione del guardrail – continua Imberti -. I nostri ingegneri hanno perciò sviluppato una soluzione basata sull’impiego di tasselli, per l’ancoraggio in profondità nel calcestruzzo, disposti a corona attorno al basamento. I dissuasori formano quindi delle barriere lineari discontinue, ma estremamente resistenti”.

In termini di prestazioni era prevista la tenuta allo sfondamento sia da parte di un’auto del peso di 3,5 t, in movimento a una velocità di 30 km/h, sia di un autocarro da 21 t a 5 km/h. I dissuasori e il sistema di ancoraggio sono stati dimensionati di conseguenza, così si è optato per installare due dissuasori per ponte prestando assistenza durante le prove di spinta eseguite dall’impresa.
I test di conformità hanno sortito un esito positivo per entrambi i ponti e l’impresa ha quindi completato la posa degli altri dissuasori, per un totale di 122 unità, tutte personalizzate anche dal punto di vista estetico secondo le indicazioni dei progettisti. “Siamo molto soddisfatti di aver contribuito alla riuscita del progetto – conclude Emanuele Imberti – mettendo in campo le migliori competenze sviluppate da Pilomat in oltre cinquant’anni d’attività”.




















