Nel pieno corso di questo delicato momento, le associazioni datoriali e le parti sociali dell’edilizia hanno inviato un appello al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Di seguito il testo integrale:

Egregio Presidente,

lunedì 4 Maggio si sono riavviati migliaia di cantieri pubblici e privati, grandi e piccoli, nel rispetto rigoroso dei protocolli sottoscritti tra le parti sociali e recepiti nel DPCM del 26 Aprile ultimo scorso.

Noi crediamo fermamente che la salute di chi entra in cantiere sia la priorità e tutto il nostro sistema bilaterale e delle relazioni industriali si è impegnato attivamente nel conseguimento di questo obiettivo.

Per questo chiediamo di non lasciare soli i lavoratori e gli imprenditori dando indicazione a tutte le stazioni appaltanti pubbliche, come anche previsto dal Codice degli Appalti, e a tutti i committenti privati di adeguare immediatamente i contratti di appalto in essere e prevedere costi per la sicurezza adeguati per i bandi e i contratti futuri e in via di assegnazione. Per salvaguardare le imprese e tutelare l’occupazione occorre pagare subito i debiti arretrati (ancora 6 miliardi solo nel nostro settore), anticipare il più possibile i pagamenti, assicurando il saldo anche in anticipo dei prossimi SAL, riconoscendo i maggiori costi per la sicurezza e la tutela della salute e aggiornando gli importi in virtù di una produzione che, per rispettare le disposizioni stesse, non potrà che avere tempi di lavorazione e consegna più lunghi.

Vi sono al riguardo esempi positivi in queste ore da parte di alcune stazioni appaltanti: chiediamo che tale scelta valga per tutti i cantieri.

Confidando nel comune senso di responsabilità, porgiamo distinti saluti”