domenica, Giugno 7, 2026

Genova, nodo fondamentale nel seminario tecnico sulle infrastrutture

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“Infrastruttura”, un termine che si presta facilmente alla retorica. La si usa per parlare di crescita, connessione, competitività, sviluppo dei territori. Quanto è generosa, questa parola? Ma prima di tutto, prima di diventare una grande categoria del discorso pubblico, l’infrastruttura è materia del costruito, una materia sottoposta a fatica, degrado, sollecitazioni ambientali, traffico, trasformazioni urbane e responsabilità gestionali. Ponti, viadotti, gallerie, assi portuali e nodi viari sono l’ossatura del nostro Paese e del mondo intero. Elementi imprescindibili della società e della libertà di movimento, una libertà espressa e possibile grazie a sistemi tecnici che richiedono lettura continua, manutenzione, competenza progettuale e capacità di intervenire prima che la vulnerabilità diventi emergenza.

Ci perdonerete il preambolo che introduce un appuntamento fondamentale per l’attualità del settore delle costruzioni. Parliamo del seminario tecnico “Nodo infrastrutturale di Genova – Opere nuove e di riqualificazione strutturale e funzionale”, in programma il prossimo 22 maggio 2026 presso l’Auditorium Montale del Teatro Carlo Felice di Genova. L’iniziativa, promossa dall’Ordine degli Ingegneri di Genova con il patrocinio di Ance Genova, Consorzio FABRE e ISI – Ingegneria Sismica Italiana – si avvale del contributo tecnico e incondizionato di G&P Intech, realtà attiva da oltre 35 anni nello sviluppo e nell’applicazione di tecnologie innovative per il recupero e la protezione delle infrastrutture.

La scelta di Genova non ha bisogno di particolari spiegazioni. La città della Lanterna rappresenta uno dei contesti più complessi e stratificati del Paese, dove infrastrutture urbane, viabilità portuale, sistemi autostradali, opere in sotterraneo e connessioni metropolitane convivono in uno spazio fisico estremamente compresso, segnato dalla presenza del mare, dalla morfologia collinare e da una densità infrastrutturale che lascia poco margine all’improvvisazione. Parlare qui di manutenzione, sicurezza e riqualificazione strutturale significa misurarsi con un laboratorio reale, nel quale ogni scelta tecnica incide direttamente sulla funzionalità della città, sull’operatività del porto e sulla continuità dei collegamenti.

Il Waterfront di Levante, intervento di rigenerazione urbana finalizzato alla trasformazione del litorale orientale della città

Il seminario nasce proprio con l’obiettivo di approfondire il processo di trasformazione che sta interessando l’area metropolitana genovese, mettendo a confronto progettisti, università, enti gestori, istituzioni, imprese e professionisti del comparto tecnico. Al centro del dibattito saranno le strategie per la gestione del patrimonio infrastrutturale esistente, il tema della sicurezza strutturale, l’adeguamento delle opere in contesti urbani complessi, la rigenerazione di ponti e gallerie, l’efficientamento della viabilità portuale e il ruolo delle tecnologie di monitoraggio e manutenzione predittiva. Sono questioni che riguardano l’ingegneria nel suo significato più concreto, perché costringono a tenere insieme diagnosi, normativa, progetto, cantiere e gestione nel tempo.

Uno dei passaggi centrali dell’incontro sarà l’intervento del Gruppo G&P Intech, previsto alle 17.30 e dedicato alle “Tecnologie di riqualificazione strutturale di ponti, viadotti, gallerie, porti: rinforzi strutturali, protezione catodica, isolamento sismico”. Il tema è particolarmente rilevante per chi si occupa di calcestruzzo e infrastrutture esistenti, perché mette al centro tre famiglie di intervento che oggi costituiscono una parte essenziale della manutenzione evoluta: il rinforzo degli elementi strutturali, la protezione delle armature nei manufatti in calcestruzzo armato e le soluzioni per la mitigazione dell’azione sismica. Ambiti diversi, ma accomunati da una stessa logica operativa focalizzata nel prolungare la vita utile delle opere, ridurre il rischio, intervenire sulle criticità senza limitarsi alla riparazione episodica.

La protezione catodica, in particolare, richiama uno dei problemi più noti e spesso sottovalutati delle infrastrutture in calcestruzzo armato, cioè il degrado delle armature per effetto della corrosione. In ambienti aggressivi, esposti a cloruri, umidità, aerosol marino o cicli ambientali severi, la durabilità richiede sistemi di controllo e protezione coerenti con lo stato dell’opera e con la sua funzione. Allo stesso modo, i rinforzi strutturali e l’isolamento sismico entrano oggi in una progettazione della riqualificazione che non guarda solo al ripristino della capacità originaria, ma alla possibilità di innalzare il livello prestazionale dell’infrastruttura rispetto alle condizioni d’uso attuali e future.

Proseguono i lavori per la realizzazione della nuova diga foranea di Genova, una delle opere principali finanziate dal PNRR

Il programma prevede la partecipazione di rappresentanti del mondo accademico, di ANAS, del Gruppo Autostrade e dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, insieme a professionisti ed esperti del comparto. La composizione dei relatori indica chiaramente la natura dell’appuntamento. Rimandiamo a questo link la possibilità di iscriversi (gratuitamente) e di visionare il programma generale di questo convegno che rappresenta un momento di aggiornamento tecnico costruito intorno a un nodo territoriale che obbliga a ragionare in termini di sistema. Genova, da questo punto di vista, è una città che non consente letture parziali. Ogni opera nuova e ogni intervento di riqualificazione devono dialogare con una rete esistente, con vincoli di esercizio, con esigenze logistiche e con livelli di responsabilità che coinvolgono più soggetti.

l seminario, valido anche per il rilascio di 3 Crediti Formativi Professionali per gli ingegneri iscritti, si svolgerà dalle ore 14.00 alle 19.00, presso l’Auditorium Montale del Teatro Carlo Felice, in Passo Eugenio Montale 4. Al di là dell’aggiornamento professionale, l’appuntamento offre l’occasione per rimettere al centro un tema che il settore non può più trattare come emergenza ciclica. La manutenzione infrastrutturale è progettazione, conoscenza dei materiali, controllo del degrado, responsabilità pubblica e cultura tecnica applicata. In altre parole, una parte decisiva del modo in cui un Paese sceglie di conservare, trasformare e rendere affidabile il proprio sistema costruito.

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