lunedì, Agosto 3, 2026

CRITERI AMBIENTALI MINIMI, RICICLO E SICUREZZA: A VERCELLI FOCUS SUI “TEMI CALDI” DEL MONDO DEL CALCESTRUZZO

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Le principali problematiche inerenti il mondo del calcestruzzo sono state affrontate a Vercelli, nell’ambito di un focus organizzato dall’ATECAP e volto alla sensibilizzazione e informazione sul settore e i suoi aspetti connessi più attuali.

Fra i temi trattati, i Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l’edilizia, i controlli sul calcestruzzo in base alle nuove Norme Tecniche per le Costruzioni e l’annoso problema della richiesta di POS (Piano Operativo di Sicurezza) nella fornitura di calcestruzzo. Oltre ai relatori dell’Atecap, erano presenti i rappresentanti di Ance, Consiglio Nazionale degli Ingegneri, Cncpt, Anpar (Associazione Nazionale Produttori di Aggregati Riciclati) e Confindustria Vercelli. Tra i promotori gli ordini degli ingegneri, degli architetti e il collegio geometri di Vercelli.

I primi interventi, a cura di Unical Spa e di Atecap, hanno riguardato i controlli sul calcestruzzo in cantiere sulle miscele e sul calcestruzzo in opera, i CAM edilizia che riguardano il calcestruzzo fra cui quello del contenuto minimo di materiale riciclato e le criticità che ne impediscono l’adempimento da parte dei fornitori di calcestruzzo.

Relativamente al tema dei CAM, è stata messa in evidenza la difficoltà di trovare aggregati riciclati di qualità idonea in base alle Norme Tecniche per le Costruzioni per il calcestruzzo strutturale a causa della mancanza di norme ambientali in base alle quali rilasciare le autorizzazioni al recupero (il decreto End of Waste degli inerti è ancora fermo al Ministero Ambiente), delle pochissime demolizioni selettive che permettano di separare efficacemente le varie frazioni e della diffidenza degli stessi utilizzatori e dei progettisti.

Sul tema sicurezza, Ance e Atecap hanno ripercorso l’iter che ha portato all’emanazione delle procedure per la fornitura di calcestruzzo in cantiere da parte del Ministero Lavoro, chiarendo che nel caso in cui il lavoratore dell’impresa fornitrice non partecipi alla posa in opera del materiale tenendo il terminale in gomma della pompa (che non va confuso con il braccio mobile) o la canala, la benna o il secchione in caso di scarico dall’autobetoniera, non si configura un’esecuzione d’opera e pertanto non vi è l’obbligo di redazione del POS. Durante l’incontro è stato anche ribadito che il terminale in gomma non può essere sostituito dal cosiddetto “collo d’oca”, terminale rigido e a forma di esse che viene montato, spesso in maniera artigianale, ma che non è assolutamente previsto dai costruttori delle macchine.

Anche il CNI ha ribadito questi concetti insieme alla necessità di integrare le procedure per la fornitura di calcestruzzo nel Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) del cantiere. Il CNI ha anche adeguato le proprie Linee guida per i Coordinatori della Sicurezza in fase di Esecuzione (CSE) inserendovi gli allegati 1 e 2 della procedura del Ministero Lavoro, frutto della segnalazione al CNI da parte dell’Atecap e della collaborazione con Ance.

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