La sede dell’Università di Padova è stata la cornice scelta per l’assegnazione della prima borsa di studio dedicata ad Alberto Scotti, progettista e “padre” del Mose di Venezia, scomparso nel febbraio 2025. Ad aggiudicarsi questo importante riconoscimento dal valore di 4.700 euro è stata Anna Barin, giovane ingegnera dell’ateneo, premiata per una tesi di laurea incentrata sul sistema di difesa della laguna veneziana, con focus specifico sull’analisi del comportamento delle paratoie, in particolare con riferimento alla barriera della bocca di Lido nel canale San Nicolò.
Il lavoro ha previsto un confronto tra modelli geotecnici e dati di monitoraggio ed ha evidenziato come il controllo di questi fenomeni rappresenti un elemento fondamentale per garantire nel tempo la funzionalità, la sicurezza e la durabilità di un’infrastruttura complessa come il sistema di difesa della laguna veneziana.
Il sistema studiato per il Mose è il punto di incontro tra il passato e il presente, quasi un passaggio simbolico, che ora chiede agli ingegneri di essere pronti alle sfide della contemporaneità e del futuro delle opere strategiche. La borsa di studio, promossa e finanziata da Technital, società di ingegneria di cui Scotti era CEO e presidente, è stata assegnata nel corso del convegno “Le grandi opere dell’ingegneria italiana – Premio Alberto Scotti”, organizzato e promosso dalla stessa Technital, insieme al Dipartimento ICEA dell’Università di Padova, alla Fondazione Ingegneri Padova, OICE e agli Ordini degli Ingegneri delle province di Padova e Verona.
Le dichiarazioni
“Mio padre non amava i riconoscimenti: il senso profondo del suo impegno stava nell’assumersi ogni giorno la responsabilità civile della sua professione, e nell’opera in sé concreta, fatta per gli altri e per chi viene dopo – afferma l’architetto Francesca Scotti, figlia di Alberto, a nome della famiglia –. Crediamo che questa borsa di studio gli sarebbe piaciuta proprio per questo: non perché porta il suo nome, ma perché sostiene una giovane ingegnera che ha scelto di seguire la sua stessa professione e di studiare il Mose. Ringraziamo Technital per aver scelto una forma di riconoscimento che gli somiglia molto bene”.
“Alberto Scotti ha rappresentato una figura di riferimento non solo per Technital, ma per l’ingegneria nel suo complesso – ricorda Zeno D’Agostino, presidente di Technital –. Il suo contributo al Mose è stato determinante e continua ancora oggi a essere un punto di riferimento per chi si confronta con opere di questa complessità. C’è un valore particolarmente significativo nel fatto che una grande opera progettata da Technital, frutto di competenze, visione e responsabilità, contribuisca oggi a sostenere il percorso di una giovane ingegnera. È un passaggio ideale tra generazioni, che restituisce continuità a un sapere che non si esaurisce nelle opere realizzate, ma si rinnova nelle persone che ne raccolgono l’eredità. Investire nelle nuove generazioni significa dare continuità a questo percorso, mettendo al centro competenza, rigore e capacità di innovare, per affrontare le sfide che attendono il nostro Paese nei prossimi anni”.

Il convegno: le grandi opere tra innovazione e responsabilità
La consegna del premio si è inserita all’interno di una giornata di lavori dedicata al ruolo delle grandi opere nell’ingegneria contemporanea. Il dibattito dell’11 giugno ha proposto un confronto tra accademici, professionisti e rappresentanti delle istituzioni sui temi della progettazione infrastrutturale, della sostenibilità e dell’innovazione tecnologica. Al centro dell’attenzione, l’evoluzione del volontariato tecnico e professionale, il ruolo dell’ingegneria nella gestione delle trasformazioni territoriali e la necessità di sviluppare modelli progettuali capaci di affrontare contesti complessi e in continuo cambiamento.
Nel corso degli interventi è emersa con forza l’importanza di coniugare competenze tecniche e responsabilità sociale, ponendo al centro la capacità dell’ingegneria di rispondere alle esigenze delle comunità e di contribuire allo sviluppo sostenibile del Paese. La figura di Alberto Scotti brilla nel suo lascito per la capacità espressa dall’ingegnere di coniugare visione e competenze tecniche, contribuendo alla realizzazione di un’opera che oggi rappresenta un riferimento internazionale nella protezione delle aree costiere e nella gestione dei sistemi idraulici complessi.

















