giovedì, Gennaio 29, 2026

“Casseforme d’autore” Arbloc per il serbatoio di Comano Terme (TN)

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Risolvere un problema di approvvigionamento idrico per una piccola comunità montana senza intaccare il contesto naturalistico circostante, unendo funzionalità e rispetto del paesaggio. Era questo il presupposto per la progettazione del nuovo serbatoio per acqua potabile di Lundo, frazione del Comune di Comano Terme (TN).

La condotta che porta l’acqua dalla sorgente al serbatoio venne realizzata nel 1970 attraversando un’intera valle ed alimentava una piccola vasca interrata che, non riuscendo a sopperire alla necessità di accumulare riserve d’acqua per le popolazioni del Lomaso, è stata sostituita da un nuovo serbatoio, il cui progetto è stato affidato al Ing. David Marchiori di Comano Terme che ne ha curato anche la direzione lavori.

La nuova opera è una struttura scatolare in calcestruzzo costituita da due vasche cilindriche del diametro di 12 metri e di cinque metri di profondità, suddivisa in due livelli: al piano inferiore si trovano le tubazioni di mandata e di scarico e gli impianti di potabilizzazione ad irradiazione ultravioletta, mentre a quello superiore arrivano le tubazioni di alimentazione del serbatoio.

L’intera struttura è coperta da una volta in calcestruzzo, semicilindrica, dello spessore di 50 centimetri. La calotta di copertura ha quota minima alle estremità opposte delle vasche e quota massima tra le vasche stesse. Due serie di colonne circolari, poggianti sul bordo delle vasche, sostengono la soletta di copertura.

Per la realizzazione dell’opera sono stati utilizzati ottocento metri cubi di calcestruzzo di diverso tipo, dalla miscela additivata con impermeabilizzante al conglomerato autocompattante. Il calcestruzzo è stato fornito dalla ditta Onorati S.r.l. che si è occupata della selezione dell’inerte, del mix design e dell’assistenza di laboratorio per le verifiche di cantiere sui calcestruzzi condotte dal direttore lavori.

Settecento kilogrammi d’acciaio costituiscono l’armatura dello scatolare che è stata progettata in modo da essere sottile e diffusa il più possibile, mantenendo in genere una maglia non superiore a 15×15 centimetri e diametri tra i 10 ed i 14 millimetri. Le riprese di getto sono state realizzate in parte con giunti in gomma e getti con inerte sabbioso (0-15mm) ed in parte con la tecnologia “Penetron”.

L’esigenza di un ridotto impatto ambientale ha portato all’interramento completo dell’opera, ad eccezione della piccola galleria d’accesso, che doveva essere particolarmente curata dal punto di vista estetico. A questo varco è stato affidato il compito di essere l’unico elemento visibile al visitatore esterno, il segno esplicito della presenza del serbatoio e della nuova opera per il territorio e i suoi abitanti. La scelta di una forma cilindrica per la calotta di copertura, oltre che a fattori di forma strutturale e ad una miglior gestione delle condense d’acqua, risponde allo scopo

di raccordare il manufatto con la movimentata morfologia circostante. L’ispirazione progettuale è andata ad una forma che richiamasse la morfologia del ghiaccio.

Progettazione, realizzazione e utilizzo della cassaforma Arbloc

Arbloc, azienda produttrice di casseforme in polistirolo rivestito, si è accollata l’onere di studiare e realizzare una cassaforma dalla sagoma non ordinaria. Dal disegno tridimensionale fornito si è sviluppata la progettazione del cassero. Lo sviluppo 3D è risultato fondamentale per individuare e correggere alcuni aspetti legati alla carpenteria.

Il cassero è stato realizzato con polistirolo ad alta densità con una resistenza alla compressione di 60 KN/mq. Il rivestimento con resina syform rinforzata ha permesso di avere una superficie in grado di permetterne il calpestio e la resistenza agli urti durante la lavorazione del ferro.

Il tunnel della galleria (un arco con dimensioni di 6 metri per un’altezza di 3,28 metri e una lunghezza di 4,60 metri) è stato scomposto in più elementi della lunghezza di un metro.

L’ufficio tecnico di Arbloc in accordo con l’impresa esecutrice ha scomposto in dieci elementi il disegno della cassaforma per la realizzazione della parte sagomata dell’imbocco con le curve previste da progetto. Il montaggio delle casseforme è avvenuto in cantiere con il coordinamento del progettista con istruzioni rilasciate dal produttore e la supervisione diretta dei tecnici Arbloc, per fornire i consigli e gli accorgimenti necessari. Per agevolare il lavoro di carpenteria in sede di produzione sul cassero sono stati preventivamente realizzati i fori per il passaggio dei tiranti.

Il getto di calcestruzzo autocompattante, eseguito attraverso un foro praticato nella parte superiore del cassero, ha infine consentito di valorizzare appieno il lavoro e di ottenere un’opera corrispondente alle caratteristiche progettuali.

 

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