Momento interlocutorio per Buzzi Unicem che presenta al pubblico, comunque, un semestrale di crescita decisiva per i volumi di cemento (+5,4%), in un trend positivo trainato dal consolidamento delle attività negli Emirati Arabi Uniti. La debolezza si riscontra invece nella domanda di calcestruzzo preconfezionato (-4,2%), mentre il fatturato complessivo rimane stabile a 2.188,5 milioni (-1,1% a parità di condizioni).
Sul piano internazionale, per Buzzi Unicem è il Brasile a distinguersi per il forte miglioramento della redditività e la relativa espansione del margine operativo, mentre vengono confermate le prospettive per l’intero esercizio 2026, con un EBITDA atteso tra 1.100 e 1.200 milioni. Il patrimonio netto, inclusa la quota spettante agli azionisti terzi, si è attestato a 7.347,5 milioni, contro 7.137,7 milioni di fine 2025. Il rapporto passività/patrimonio netto è rimasto stabile al 25% rispetto al dicembre 2025.
Per l’attività nella seconda parte dell’esercizio si attende una domanda sostanzialmente in linea con quella registrata nel primo semestre. Una nota del gruppo rileva che “in Italia, dopo il progressivo rallentamento osservato fino a giugno, si stima che i volumi di vendita continueranno a risentire della debolezza del comparto residenziale e del graduale ridimensionamento delle opere connesse al PNRR“.














