Cari lettori,
la prossima settimana avrà inizio la 34ª edizione del Bauma, sulla grande scena della Messe München ormai consueta per molti di noi. I giornalisti e i responsabili commerciali della Mediapoint & Exhibitions saranno presenti durante l’intero arco di svolgimento della manifestazione – con la redazione delle nostre riviste Concrete News, Sollevare, Perforare, A&T-Allestimenti e Trasporti e FAB, e dei nostri portali di informazione specializzata cybsec-news.it e pipelinenews.it – seguendo assiduamente le novità tecnologiche e la disamina di strategie industriali portate all’esposizione da molti protagonisti italiani dell’industria Construction. Dovremmo impiegare, più naturalmente, l’accezione “internazionali” agli attori produttivi che incontreremo al Bauma 2025, ma preferiamo sottolineare la presenza straordinaria dei nostri competitor nazionali a un evento che conta oltre 600 esponenti del made in Italy su un totale di poco più di 4.000 espositori.
Di questa partecipazione non possiamo che essere orgogliosi e consapevoli, nel considerare il valore e l’autorevolezza delle nostre aziende. Tuttavia, non vi è dubbio che il Bauma 2025 si svolga a margine di uno scenario economico e industriale fortemente contrastato, non solo per il permanere dei conflitti in Ucraina e nella striscia di Gaza – entrambi causa di sconvolgimenti geopolitici ancora lontani dall’essere risolti – ma anche per quella che quella “guerra dei dazi” ufficializzata dall’amministrazione Trump nella giornata di ieri, con il conseguente sconcerto incontrollato della politica e della finanza mondiale. Questo evento inedito, a nostro avviso, potrebbe rivelarsi anche un segnale di cambiamento (in molti casi opportuno) di quella “prospettiva globale” che, a partire dai primi anni Novanta, ha incentivato il trasferimento di moltissime attività manifatturiere in nuove aree geografiche caratterizzate dal basso costo della manodopera e, purtroppo, anche da una pressoché totale mancanza di tutela dei lavoratori. Se una conseguenza del nuovo corso americanodev’essere questa, almeno un effetto positivo dovrà sortirlo, mentre attendiamole conseguenze (ancora tutte da esplorare) dei provvedimenti americani e delle risposte che arriveranno dall’Europa.
Per tornare al Bauma, sono davvero impressionanti i numeri della manifestazione che aprirà i battenti lunedì prossimo a Monaco. Dei 4.027 espositori, dei quali 614 italiani abbiamo già menzionato la rilevanza. Costituiscono il secondo contingente nazionale più numeroso dopo quello tedesco e il dato conferma la stretta connessione, nei settori della manifattura meccanica e meccatronica, non solo nel comparto automotive, tra il nostro Paese e la Germania. Non solo, questa partecipazione massiva del made in Italy evidenzia quanto siano elevate le aspettative dei nostri connazionali nei confronti del Bauma come vettore di contatti commerciali proficui, in ambito internazionale.
Eppure, come osservatori, dobbiamo rilevare che questi numeri davvero iperbolici creano – soprattutto nei giornalisti della stampa tecnica – la frustrazione di non riuscire a incontrare gran parte delle aziende espositrici, né di poter partecipare a tutte le conferenze stampa programmate soprattutto nei primi giorni della manifestazione. Certo, il colpo d’occhio, il panorama di meraviglia costituito dalle macchine esposte negli immensi spazi all’aperto della fiera, rappresentano sempre un incanto tecnologico senza confronto. La nostra passione è appagata nel modo più completo, anche se il rammarico permane, cocente. Le dimensioni del Bauma, l’impossibilità nostra – e di tantissimi altri operatori – di realizzare incontri di interesse con tutte le aziende in agenda – soprattutto con le imprese che costituiscono una novità inedita sul mercato, con tecnologie davvero innovative da rivelare, creano più di una meditata perplessità sulla fruizione “sostenibile” del Bauma, anche alla luce degli elevatissimi costi espositivi e delle difficoltà di accedere e strutture ricettive (hotel, appartamenti, ben & breakfast) che non siano proibitive, in prossimità del quartiere fieristico e anche oltre la cintura metropolitana di Monaco di Baviera. Eppure, nonostante tutto, non possiamo esimerci dal congratularci con il team VDMA per l’organizzazione di questo evento ancora una volta straordinario, con l’augurio che tutte le aziende espositrici possano riportare una soddisfazione concreta di mercato e un ottimismo che serve, in questo primo quarto del 2025, come il sale della fiducia per una stagione economica da rasserenare, nel cielo futuro delle costruzioni mondiali.

La squadra di professionisti Mediapoint & Exhibitions a Monaco di Baviera augura, a tutte le aziende presenti in fiera, un Bauma 2025 di grande successo, nel segno dell’entusiasmo per una nuova stagione di sviluppo e innovazione