Aggregati riciclati: accordo Assobeton-Anpar

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ASSOBETON, Associazione Nazionale di Categoria che raggruppa i produttori di manufatti cementizi, e ANPAR, Associazione di Categoria degli impianti fissi e mobili che riciclano rifiuti inerti, hanno siglato l’accordo per l’impiego di aggregati riciclati nella produzione di blocchi e pavimenti di calcestruzzo vibrocompresso. 

La firma dell’accordo è dovuta all’interesse e alla volontà di entrambe le Parti di rispondere in maniera coordinata alle esigenze del mercato in tema di sostenibilità ambientale e riciclo dei materiali, seguendo la direzione tracciata dalle strategie nazionali e internazionali in materia e in linea con i CAM – Criteri Ambientali Minimi, al fine di rendere l’ambiente costruito e le città maggiormente sostenibili.

In sintesi, gli obiettivi dell’accordo prevedono di:

  • creare una sinergia tra produttori che consenta di abbattere i costi di trasporto dell’aggregato riciclato;
  • creare un marchio che valorizzi le Parti e la rete di aziende associate;
  • favorire la collaborazione tra le aziende produttrici di manufatti in CLS per la gestione dei residui di produzione;
  • individuare e attuare il riciclo di materiali provenienti da lavorazioni differenti da quelle normalmente effettuate nella prefabbricazione del CLS;
  • creare cultura nelle aziende associate e presso il mercato, anche attraverso attività di comunicazione e formazione.

“La sensibilità delle aziende nei confronti di un maggior impiego di aggregati riciclati è notevolmente aumentata e, di conseguenza, l’impegno a rendere sempre più sostenibili le produzioni di blocchi e pavimenti di calcestruzzo, che già oggi impiegano un significativo quantitativo di sottoprodotti.” – ha dichiarato l’architetto Riccardo Cecconi, referente del Gruppo Blocchi e Pavimenti di ASSOBETON e promotore dell’accordo insieme al Presidente Giorgio Ferrarini – “Sono soddisfatto dell’accordo raggiunto con ANPAR che ci consente di mettere a fattor comune le esperienze produttive, di creare una rete in grado di limitare le distanze di approvvigionamento degli aggregati riciclati e i relativi costi, nell’ottica condivisa di valorizzare i nostri prodotti e renderli maggiormente competitivi.”