Approvato dal Cdm il Decreto sulle Semplificazioni e l’innovazione digitale. Lo ha annunciato nella conferenza stampa del 7 luglio il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, con la Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, la Ministra della Digitalizzazione, Paola Pisano e la Ministra della Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone.

In Consiglio dei ministri è stato approvato l’elenco di 130 opere strategiche “Italia Veloce” che sono state individuate specificamente dal Mit (Ministero Infrastrutture e Trasporti), a queste si aggiungono le opere per Cortina e quelle di competenza di altri ministeri, sanità, dissesto idrogeologico, scuole, caserme, carceri, polizia.
Saranno quindi realizzate speditamente alcune di queste opere, ecco un brevissimo elenco. Per l’Alta Velocità la Salerno-Reggio Calabria, la Palermo-Catania-Messina (che va in gara già questa estate) la Pescara-Roma, la Pescara-Bari, Genova-Ventimiglia, la Venezia-Trieste, la Gronda, la 106 Ionica, l’ampliamento della Salaria (fronti laziale e marchigiano), ampliamento della Pontina, la Ragusana, commissariamento anello ferroviario di Roma, Ponte sullo Scrivia (invece che manutenerlo sarà demolito e ricostruito), potenziamento Agrigento-Caltanissetta, Alta Velocità Brescia -Verona, commissarieremo 9 dighe sarde, perché la Sardegna ha bisogno di acqua, e ancora la diga di Pietrarossa Enna-Catania.

Appalti più semplici e veloci

Fino al 31 luglio 2021, niente gara d’appalto sotto i 150mila euro e i lavori saranno affidato direttamente alle ditte (ad oggi l’affidamento diretto poteva essere effettuato fino alla soglia di 40mila euro). Da oggi, con questa norma, le pubbliche amministrazioni saranno in grado di far partire da subito opere importanti per l’intera comunità di riferimento.
Procedura negoziata senza bando di gara per lavori da 150mila a 5 milioni di euro. Inoltre, sopra la soglia europea, che per i lavori pubblici, come sappiamo, è di 5 milioni, la regola resta la gara ma con abbreviazione dei termini, salvo che vi sia una specifica ragione collegata all’emergenza Covid-19. In questo caso, non essendovi il tempo di una procedura ordinaria si procederà con una procedura negoziata con inviti. E’ prevista la possibilità di inviti e il criterio di rotazione delle ditte con delle soglie articolate per il numero di invitati.
Poteri regolatori a tutte le stazioni appaltanti: non serve necessariamente nominare un commissario per procedere speditamente ma è previsto che in situazioni complesse, è in caso di complicazioni, si potranno nominare commissari sulla scia dell’esperienza già maturata per Expo Milano e per il Ponte Genova. Verrà dato un assetto unico alle norme sui commissari, mettendo ordine alle procedure di nomina.

Le opere e i cantieri non si bloccheranno

In materia di appalti si procederà con sentenza breve, non solo, la tutela sarà limitata al solo risarcimento dei danni per tutti gli interventi urgenti da emergenza Covid-19.
Le stazioni appaltanti avranno l’obbligo di completare le opere urgenti anche in caso di ricorsi e contenziosi in Tribunale, salvo che non vi sia un provvedimento del giudice che espressamente inibisca la stazione appaltante.
Sarà attivato un collegio consultivo tecnico, importante soprattutto per le opere sopra soglia perché consentirà di prevenire le liti in fase di esecuzione delle opere e a risolvere tutte le dispute tecniche sull’esecuzione delle opere che molto spesso bloccano i cantieri.

Stop alle attese infinite di richieste e autorizzazioni

La Pubblica amministrazione deve rispondere, entro i termini previsti, in una sola volta ed esporre tutte le ragioni che giustificano il non accoglimento delle richieste del cittadino. Non può parlare per comunicazioni successive, perché dopo la prima risposta non potranno più intervenire.
Tempi compressi per autocertificazioni rilasciate dalle Conferenze dei servizi: le amministrazioni hanno 60 giorni di tempo per le risposte.
E poi, c’è una norma rivoluzionaria, perché da ora in poi, dato che la burocrazia non è a carico dei cittadini; per cui se questi devono affrontare nuovi costi e pratiche burocratiche, questi costi dovranno essere compensati, anche con detrazioni fiscali.
D’ora in poi la Pa deve pubblicare, sui propri siti, i tempi effettivi di durata delle pratiche e comparandoli sinotticamente con i tempi previsti per legge.

Edilizia: più semplice costruire e rigenerare

Demolizioni e ricostruzioni più semplici, procedure più veloci, senza maggior consumo di suolo e, naturalmente, sempre nel rispetto dei principi di legalità e legittimità
Incentivi e riduzione del contributo da pagare al Comune per interventi di rigenerazione urbana (per esempio interventi su aree degradare, strutture da riqualificare)
Alcune norme del Decreto Semplificazioni contengono facilitazioni per la ricostruzione delle aree terremotate.
Non sarà più necessaria l’autorizzazione della Soprintendenza
 ai beni culturali per strutture mobili da collocare su vie e piazze, salvo che queste strutture non siano in prossimità di siti archeologici o di beni di particolare rilevanza storico-artistica.

Legalità e trasparenza. Paletti più forti
Le norme contenute nel decreto sono anche volte ad evitare che la speditezza delle procedure potesse accompagnarsi a una maggiore permeabilità dell’illegalità. Per questo saranno facilitati i protocolli di legalità contro gli appetiti criminali,
Si avranno procedure urgenti per il rilascio della certificazione antimafia attraverso la sola consultazione di più di 80 banche dati che si aggiungono a quelle attualmente consultate.