L’associazione dei produttori di cemento (ASOCEM) nell’ultimo rapporto statistico relativo al mese di aprile ha confermato una brusca discesa di questo settore industriale in Perù.

Negli ultimi 12 mesi, da aprile 2019 a marzo 2020, la produzione di cemento e di clinker infatti hanno registrato un volume di 9,4 milioni di tonnellate (-7,5%) e di 8,3 milioni di tonnellate (-4,5%) rispettivamente. Le variazioni negative sono state calcolate rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

In conseguenza della diminuzione della produzione, anche la distribuzione totale del cemento nel mercato interno ha riportato un valore negativo con 9,4 milioni di tonnellate, con un indice negativo di -6,7% rispetto allo stesso periodo del 2018/2019.

In quanto alle esportazioni di cemento e clinker negli ultimi 12 mesi hanno riportato il medesimo trend negativo con un accumulato di 196.000 TM (-14,5%), mentre in termini di volume sono state di 535.000 TM (-37,5%). Anche se alla riapertura delle principali fabbriche di cemento del Perù verso la fine di aprile, hanno riportato un dato positivo con 22.400 TM, il clinker é rimasto con il segno negativo.

Infatti nel bollettino relativo al mese di aprile, il consumo nazionale di cemento é stato di appena 5700 tonnellate generando una contrazione del 99,4% rispetto allo stesso mese del 2019. Mentre il consumo accumulato negli ultimi 12 mesi ha raggiunto le 10.468.000 tonnellate con una perdita del 7,2 % rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Secondo le stime elaborate dalla Camera dell’Industria della Costruzione di Lima, il paese sudamericano entro la fine del 2020 raggiungerà una contrazione del 4%, contro la previsione di una crescita del 5,5% annunciata nel mese di gennaio di quest’anno.

Il segmento che sta soffrendo maggiormente gli effetti del Covid 19, è quello dei progetti a grande scala come la costruzione residenziale e di infrastruttura.

A confermare questa tendenza c’è anche la Camera di Commercio di Lima, dove conferma che circa 85.000 imprese edili e più di un milione di lavoratori hanno subito danni a causa delle restrizioni stabilite dal governo per il Covid 19.