Un team di ricercatori dell’Università di Tokyo ha sviluppato una nuova procedura per il riciclaggio del calcestruzzo con l’aggiunta di legno di scarto: una ricetta che non solo si è dimostrata più ecologica di quella tradizionale ma che ha portato anche ad un materiale finale ancora forte.

Il calcestruzzo viene prodotto miscelando un aggregato – che di solito è fatto di ghiaia e pietrisco – con acqua e cemento. Una volta che la miscela è indurita, il cemento si lega con l’aggregato per formare un solido blocco. Tuttavia un “semplice” processo di riciclo degli aggregati non avrebbe portato il risultato sperato. Ecco perché il gruppo ha deciso di aggiungere un ingrediente in più nell’equazione. Guidati da Yuya Sakai, gli scienziati hanno macinato il calcestruzzo riducendolo ad una fine polvere; quindi hanno aggiunto acqua e lignina tratta da rifiuti lignei. Quest’ultimo è un polimero organico altamente reticolato che conferisce supporto e rigidità alle cellule e ai tessuti vegetali. La miscela è stata quindi contemporaneamente riscaldata e sottoposta ad alta pressione. Il gruppo ha  scoperto che modificando con precisione variabili come il rapporto cemento / lignina, il contenuto di acqua, la temperatura, oltre alla quantità e alla durata della pressione, poteva ottenere un materiale dalle prestazioni elevate. Il procedimento, se ben calibrato, infatti, permette alla lignina di trasformarsi in un adesivo altamente efficace. 

I test hanno mostrato che il calcestruzzo riciclato con la lignina possiede una resistenza alla flessione maggiore rispetto al calcestruzzo originale da cui è stato realizzato. Come bonus aggiuntivo, a causa del suo contenuto di lignina, il materiale dovrebbe probabilmente biodegradarsi una volta scartato.