Sono iniziate all’alba di lunedì 9 marzo le operazioni volte al sollevamento e all’installazione del secondo segmento di impalcato da 100 metri del nuovo viadotto Morandi, il “gemello” di quello innalzato alla fine del mese di febbraio. In questo caso si tratta però della porzione di viadotto che sarà collocata in corrispondenza del letto del torrente Polcevera. Il tratto di ponte sarà quindi issato dopo essere stato trasportato oltre il letto del fiume.

Le fasi previste sono nella sostanza tre: il sollevamento dell’impalcato – il cosiddetto jack up – che è iniziato già sabato nell’area di cantiere di ponente. Subito dopo, inizierà il trasporto verso est sui carrelli speciali, per arrivare a ridosso dell’alveo del torrente. All’interno dell’alveo, sarà effettuata una rotazione che porterà la campata sulla verticale di risalita, in perfetta corrispondenza con i conci già montati sulle due pile. Per il sollevamento sono stati incaricati gli specialisti di Fagioli, che hanno partecipato alla demolizione,
nel team guidato da Omini, ea tutte le fasi di movimentazione delle componenti in acciaio. Una volta in posizione, l’impalcato con le sue 1.800 tonnellate sarà alzato facendolo
scorrere sui cavi d’acciaio dagli strand jack, i martinetti idraulici già visti all’opera sul pezzo contiguo del ponte. La velocità di salita sarà di circa 5 metri all’ora e ci vorranno quindi otto ore per arrivare in quota, dove il tratto sarà poi saldato ai due conci.