L’avvio di un vero Green new deal passa dal rilancio delle costruzioni. E’ questo, in estrema sintesi, il messaggio lanciato dall’Ance in occasione della visita che una delegazione dell’associazione ha effettuato nei giorni scorsi a Bruxelles.

Dei 17 obiettivi Onu per lo sviluppo sostenibile 15, infatti, coinvolgono direttamente il settore delle costruzioni, chiamato a giocare un ruolo indispensabile nella definizione dell’Agenda urbana sostenibile. Ma dall’Ance (e non solo) viene indicata la necessità di un cambio di passo, a iniziare da una revisione del Patto di stabilità per gli investimenti “green”. La burocrazia, ancora una volta, rappresenta un ostacolo fastidioso.

“Bene la volontà espressa dal Commissario Gentiloni di fare pieno uso della flessibilità prevista dalle regole – ha sottolineato il presidente, Gabriele Buia, che ha guidato la delegazione Ance negli incontri a Bruxelles  – ma è necessario affrontare il problema della burocrazia, altrimenti in Italia gli investimenti non atterrano mai”.

Tra le altre questioni più urgenti, sottolineate dall’Ance al Parlamento Ue, il tema del subappalto, che vede i limiti imposti dalla normativa italiana in contrasto con le direttive europee, e i ritardati pagamenti della pubblica amministrazione, con due procedure di infrazione che ancora pendono sul nostro Paese.

Infine forte preoccupazione è stata espressa dal presidente Buia in tema di accesso al credito: la normativa prudenziale europea, infatti, ha creato un clima di estrema chiusura degli istituti di credito nei confronti delle imprese di costruzione. “In Italia la pubblica amministrazione ha otto miliardi di ritardi sui pagamenti alle imprese del mondo delle costruzioni, con tempi medi di pagamento di cinque mesi: queste sono risorse importanti per le imprese, chiediamo al Governo di impegnarsi a ridurre la burocrazia – ha detto Buia – Semplificare e accelerare i processi per risollevare l’operatività delle singole imprese è una grande sfida per il Governo. L’Italia deve agire con concretezza e togliersi il macigno della burocrazia, solo così potrà marciare anche a ritmo più forte dei paesi del Nord Europa”.