Le imprese italiane tornano a farsi sentire a gran voce per chiedere un cambio di marcia sullo sblocco del riciclo dei rifiuti. Le associazioni dell’edilizia, tra cui Atecap e Federbeton, hanno chiesto al Ministro Costa un coinvolgimento nel portare a termine il decreto “End of Waste” sui rifiuti da costruzione e demolizione. Ciò riguarderà anche i prodotti, come il calcestruzzo strutturale, che non rientrano fra i casi contemplati dal d.m. 5 febbraio 1998, bensì nelle famose autorizzazioni “caso per caso” che venivano rilasciate dalle autorità competenti fino alla pubblicazione della sentenza del Consiglio di Stato del 2018. “Valorizzare gli scarti dei processi produttivi”, ad avviso del Presidente dell’Atecap Andrea Bolondi, “significa ridurre il ricorso a risorse non rinnovabili, il conferimento in discarica e, nello stesso tempo, le emissioni di CO2. Il settore del calcestruzzo può dare un prezioso contributo a tutto ciò, grazie all’impiego di aggregati da riciclo in sostituzione di quelli naturali: abbiamo stimato che su una produzione attuale di circa 27 milioni di metri cubi di calcestruzzo, si potrebbe ottenere un risparmio di aggregati naturali di 15 milioni di tonnellate, cioè un mancato conferimento in discarica di scarti delle costruzioni pari a circa il 10% del totale di rifiuti speciali generati in Italia”.

Secondo il recente Rapporto Ispra sui Rifiuti Speciali 2019, il flusso di rifiuti ‘tracciati’ arriva a 57 milioni di tonnellate all’anno (il 41% del totale), ma a questi si aggiungono enormi quantitativi di materiali ‘non identificati’, dispersi nel territorio, che costituiscono un danno per l’ambiente e un costo per la collettività.

Dopo più di due anni di intenso confronto con il Ministero dell’Ambiente e con Ispra, l’obiettivo è arrivare alla redazione di un nuovo testo di decreto per i rifiuti da costruzione e demolizione, diverso dalla bozza fino ad oggi elaborata, che preveda analisi e verifiche assolutamente rigorose, ma costruite a misura degli scopi specifici ai quali ”la sostanza o l’oggetto è destinato” (come prevede la Direttiva rifiuti).

A tal proposito Federbeton ha sottoscritto, lo scorso 25 luglio, l’Appello al Governo e al Parlamento lanciato dal Circular Economy Network della Fondazione Sviluppo Sostenibile e da Confindustria per sboccare l’end of waste “caso per caso”, presentando anche un emendamento che permetta di risolvere in maniera efficace la situazione, non risolta dal recente Sblocca-cantieri, che ha limitato il rilascio delle autorizzazioni ai casi contemplati dal d.m. 5 febbraio 1998, di ormai oltre venti anni fa e non al passo con le innovazioni di processo e di prodotto, con conseguenze drammatiche per le aziende del recupero e danni economici, anche per i cittadini, stimati in 2 miliardi di euro all’anno.