Si sono svolte nella giornata di oggi 22 maggio le simulazioni delle esplosioni che consentiranno di abbattere il moncone est del ponte Morandi di Genova. I test sono stati effettuati nella cava situata sulla collina dei Camaldoli, alle spalle del centro del capoluogo ligure. La sperimentazione serviva anche e soprattutto a misurare il quantitativo di acqua che servirà a scongiurare la dispersione nell’aria di sostanze nocive per la salute. La prossima settimana sarà definita con esattezza la data delle deflagrazioni.


Incaricati delle operazioni di oggi sono state le aziende dell’Ati alla presenza di Danilo Coppe, responsabile della Siag (ditta leader nelle demolizioni con esplosivi) insieme a polizia, Asl, Arpal e struttura commissariale. Le deflagrazioni sono state quattro, avvenute in un’area isolata della cava privata. Nel perimetro dell’esperimento sono state posizionate alcune vasche in scala, apposite trincee e cariche di dinamite posizionate ad hoc fatte esplodere con potenza crescente.


Nello specifico, la prima detonazione ha fatto brillare due cariche immerse in altrettante trincee riempite di acqua colorata, che è stata vaporizzata durante l’esplosione. Il secondo “turno” ha visto un piccolo problema tecnico (le sirene sono suonate una volta a vuoto). Poi la deflagrazione delle quattro cariche ha alzato altrettante colonne d’acqua, anche se con risultati diversi e altezze dissimili per le diverse cariche. L’obiettivo degli incaricati è stato raggiunto.