Il nuovo ponte di Carimate, nel comasco, ha riaperto al traffico veicolare in tempi record. Il merito va ricondotto alla procedura di somma urgenza ma anche e soprattutto alla scelta di materiali innovativi. Nello specifico, al calcestruzzo AeternumCal, sviluppato dall’Istituto Italiano per il Calcestruzzo in collaborazione con Tekna Chem.

La Provincia di Como per lo studio della miglior soluzione da adottare si è rivolta all’Istituto Italiano per il Calcestruzzo, specializzato in ricerca e innovazione sui materiali da costruzione. Da qui, la proposta accolta dall’amministrazione di ricorrere a un particolare calcestruzzo che garantisse non solo una particolare durabilità e resistenza ma anche il rapido processo di maturazione: due giorni anziché ventotto, come invece accade per un prodotto standard. Il calcestruzzo AeternumCal prende il nome dall’additivo speciale “Aeternum”, inserito all’interno della ricetta.

Le tappe sono state “bruciate” e non di poco: la previsione era che per i lavori venissero impiegati circa tre mesi, mentre a conti fatti ne è stato sufficiente solamente uno. Dopo le prove di carico, è avvenuto il rituale taglio del nastro alla presenza del Presidente della Provincia di Como Fiorenzo Bongiasca, del Sindaco di Carimate Roberto Allevi, del Sindaco di Novedrate Serafino Grassi, del Sindaco di Arosio Alessandra Pozzoli, del vice Sindaco reggente Alice Galbiati, del Sindaco di Lentate sul Seveso Laura Ferrari, del consigliere comunale di Figino Serenza Stefano Tomaselli e del Consigliere Regionale Angelo Orsenigo.
 
“Ringrazio innanzitutto gli abitanti di Carimate per la pazienza e i volontari per la mano che ci hanno dato nel gestire il passaggio a livello – ha dichiarato il Presidente Bongiasca – ma anche tutti gli Enti e le imprese che a vario titolo ci hanno aiutato e permesso di arrivare a riaprire la strada in così poco tempo, senza contare il prezioso contributo della Polizia Locale e della Polizia Stradale. Ancora una volta mi piace sottolineare come il saper far squadra paghi. Una menzione speciale va poi all’ingegner Bruno Tarantola e a tutto l’Ufficio Tecnico della Provincia di Como, senza i quali oggi non potremmo già essere qui”.