Nasce una tecnologia innovativa per misurare il livello di deterioramento del calcestruzzo. Si tratta della misurazione della presenza di sale nelle strutture attraverso l’utilizzo di un fascio di neutroni. La ricerca è stata portata avanti dal gruppo del RIKEN Center for Advanced Photonics (RAP) su input proveniente dal Giappone, paese che al pari dell’Italia ha visto negli anni Sessanta e Settanta una elevata creazione di infrastrutture le quali si trovano adesso “in sofferenza” a causa della loro “età” avanzata. Per condurre l’esperimento gli scienziati hanno utilizzato un dispositivo in grado di emettere un fascio di neutroni ad alta energia attraverso una sorgente di neutroni compatta. Le particelle, in questo modo, penetrano in profondità anche nei materiali metallici. Questo poiché non interagiscono con la forza elettromagnetica e quindi non sono influenzati dalla carica elettrica. I neutroni, così facendo, hanno “bombardato” un bersaglio di berillio e laddove era presente una elevata quantità di sale, questa è stata rilevata grazie ai rivelatori al germanio ad alta risoluzione. E’ stato così dimostrato che la presenza di sale viene rilevata anche se circondata da calcestruzzo di spessore elevato, che può arrivare quasi ai 20 centimetri. Non solo, ma uno dei vantaggi di questa tecnica riguarda le tempistiche, dal momento che per effettuare ogni misurazione sono necessari all’incirca 10 minuti.